“THE COUNTRY” DI MARTIN CRIMP AL TEATRO ELISEO

Segreti e bugie nella campagna inglese

Richard e Corinna sono una coppia di coniugi cinquantenni trasferiti, con i loro bambini, dalla città alla campagna inglese. Sembra, questa, una scelta, libera, consapevole, ispirata a un desiderio di pace e di tranquillità.

Poi si scoprirà che le cose non sono esattamente cosi’, e ben diversi dalla realtà appariranno anche altri aspetti della vicenda e degli altri due personaggi .Oltre ai coniugi infatti c’è una ragazza ( che pare che Richard abbia trovato priva di sensi e condotto con sé in casa) e l’amico Morris, che non comparirà mai ma che sarà onnipresente con le sue telefonate e nei racconti degli altri e che in maniera originale si insinua nel tessuto narrativo fino a diventare una sorta di personaggio indispensabile o almeno uno strano anomalo “coreuta invisibile” in terza persona .

Ad apertura di sipario già l’atmosfera è piuttosto tesa e ambigua; veniamo informati dell’incidente della ragazza e la conversazione tra i coniugi è enigmatica e a tratti ironica. Si capisce che Corinne tenta di indagare sui propri sospetti: la ragazza potrebbe essere un’amante di Richard, o addirittura una sua vittima e vengono fuori tracce di un passato torbido, forse una storia di dipendenza tossica per lui, psicologica per lei.

La pièce si dipana quasi interamente, tranne che nell’epilogo, in questa lunghissima notte dove i protagonisti si confrontano a due a due, sempre tra ironia e nevrosi, tra detto e non detto, tra segreti e bugie, nello scenario borghese della casa di campagna e nel suo quieto ma terribile sfondo. Il deserto dei sentimenti si fa sempre piu’ evidente , la solitudine sempre piu opprimente come l’incubo di un sentiero privo di vita umana e non si sa se un futuro rassegnato possa essere una prospettiva accettabile.

Come scrittura teatrale l’opera di Martin Crimp evoca molto alcune atmosfere di Harold Pinter: nell’assurdità di alcuni dialoghi, nel mistero che incombe sulla vicenda, nelle sfaccettature, anche metafisiche dei personaggi e delle situazioni. Non a caso la traduzione è di Alessandra Serra, notevole traduttrice pinteriana e alla regia c’è Roberto Andò, autore qualche anno fa di una bella edizione di OLD TIMES.e che anche qui si produce in un’efficacissima messinscena attentissima alle parole e ai silenzi del testo e del sottotesto e magistrale nella guida degli attori: una Laura Morante, tornata finalmente al teatro, ipersensibile nelle nevrosi e nei tremori di Corinne, un Gigio Alberti a proprio agio nelle mediocrità di Richard e la giovane bravissima Stefania Blas, vittima ma non troppo.

THE COUNTRY
di Martin Crimp
_ regia Roberto Ando’, produzione Stabile dell’Umbria-Nuovoteatro
_ durata: un’ora e mezza circa senza intervallo
_ Roma fino al 16 dicembre, poi Napoli, Cesena, Todi, Spoleto