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"THE GRUDGE 2" DI TAKASHI SHIMIZULa proliferazione del rancoredi Carlo Dutto L’uscita del sequel di "The Grudge" si rivela una occasione propizia per una breve analisi degli stilemi di un genere e di come questi vengano di volta in volta manipolati, elusi, superati. Quando però è l’elemento tecnico a risaltare rispetto alla storia, nella fattispecie un sonoro pervasivo e ininterrotto, la fune si spezza e si evidenziano tutti i limiti di un’operazione puramente commerciale. Un film da vedere per apprezzare i precedenti originali giapponesi firmati dallo stesso regista.
Invade gli schermi italiani il sequel di The Grudge, la versione a stelle strisce del Ju-on nipponico, sempre a firma Takashi Shimizu, che ormai dal lontano 2000 si cimenta nel remake del remake di se stesso in una continua forma di moltiplicazione della propria creatura. Il limite che subito si avverte di tale pellicola risiede nel tentativo di trasportare una vicenda e una sensibilità tipica delle pellicole del genere in terra asiatica in una gabbia stilistica e metaforica ben più piatta e immediata, senza la tipica fascinazione metafisica che contraddistingueva l’originale datato 2003. Una sceneggiatura piuttosto prevedibile, che non disdegna il "dovere commerciale" di un ennesimo finale "aperto" che fa presagire un terzo seguito, magari ambientato in terra statunitense, come a suggellare il lento avvicinamento della serie a Hollywood, parallelo al veloce allontanamento dalla terra del sol levante e dalla tradizione dell’horror asiatico. Difficile infatti considerare The Grudge 2 un film di chiara impronta nipponica: i dialoghi spesso troppo esplicativi o interrogativi sull’origine della maledizione e quindi sull’origine del Male appesantiscono il film dotandolo di una carica materiale e ancorata ai luoghi fisici, lontano da una visione più eterea e fuori dal tempo che rende apprezzabili gli horror orientali. Un film che a differenza degli illustri e ben più horrorifici precedenti nipponici della serie del Rancore e di The Ring, gioca sull’addizione continua di elementi, più che su una sottrazione maggiormente legata a un discorso di suspance e meno al colpo di scena telefonato e prevedibile. In questo elemento che richiama, eludendoli, i canoni della suspance vs. lo splatter, è insita la debolezza del film, che vira su un generale sentore di un ritorno all’horror di matrice Eighties, colmo di morti, sangue, urla e trucchetti vari per far saltare il pubblico sulla poltrona. La maledizione di Kayako colpisce un nugolo di personaggi dalle vite diverse (una ragazza che si reca in Giappone per trovare la sorella all’ospedale, un bambino che vive lo shock della nuova compagna del padre, una studentessa statunitense in erasmus) che troveranno un destino comune di incubo e terrore, inseguiti nella mente e nella realtà parallela dal fantasma di un rancore, incarnato dalla figlia di una santona esorcista. Un climax della morte che colpisce in serie i protagonisti del film a partire dalla protagonista del precedente film, Sarah Michelle Gellar, la cui morte ricalca in modalità sorprendentemente simile una scena topica del The Departed scorsesiano. Un profluvio di colpi di scena, improvvise apparizioni, un sonoro assordante e fisicamente oppressivo che sopperisce alla prevedibilità delle manifestazioni malefiche rendono la visione una esperienza da fieristico tunnel dell’orrore. Ogni scena è costellata da una proliferazione continua, invasiva e noiosa alla distanza, di spettri sullo schermo di un televisore, materializzazioni da una fotografia in una camera oscura, presenze diaboliche nella casa dei vicini, il tutto ben condito da un dilagare ininterrotto di urla di terrore, porte spalancate, rochi lamenti del fantasma assettato di vendetta. Il rancore, piuttosto, lo provano gli spettatori. The Grudge 2 Titolo originale: id. Nazione: USA Anno: 2006 Genere: Horror Durata: 95’ Regia: Takashi Shimizu Sceneggiatura: Stephen Susco Fotografia: Katsumi Yanagijima Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/thegrudge2/site/ Cast: Amber Tamblyn, Jennifer Beals, Sarah Michelle Gellar, Edison Chen, Arielle Kebbel Produzione: Sam Raimi per la Ghost House Pictures Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 10 Novembre 2006 (cinema)
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