VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"THE LIBERTINE" DI LAURENCE DUNMOREVita e morte di un maledetto geniodi Massimiliano Zane La vera storia di Jhon Wilmot, secondo Conte di Rochester, amico e confidente di Re Carlo II d’Inghilterra, ma anche libertino accanito ed amante furioso della Londra del 1660, viene presentata in un film cupo e profondo dai sentimenti e dalle sensazioni forti.
Re Carlo II (Malkovich), riposto sul trono, s’impegna a mantenerlo e a dare credibilità ad un regno meravigliosamente ricco per quanto riguarda arti e scienze ma irrimediabilmente sull’orlo del disastro finanziario e sociale. Intanto Rochester (Depp) continua, nonostante i numerosi ammonimenti, la sua vita dissennata finendo col dividersi irrimediabilmente tra genialità, teatro, alcool, prostitute e una moglie fin troppo fedele. L’amore e la passione per l’arte, la prosa e proprio per il teatro, poi, porteranno il Conte ad invaghirsi perdutamente di una giovane attrice (Morton). Questo amore accecante e la malattia, che lo colpirà a soli 33 anni, lo porteranno alla rovina. Un film dai colori cupi e dalla sensibilità acuta, The Libertine risulta essere uno spaccato della storia “nobile” d’Inghilterra particolare ed eccentrica che poco s’è vista ritratta dal grande schermo, tanto meno in questo modo. Attraverso una serie di fotogrammi virati seppia e dall’illuminazione precaria delle candele, e pochi, ma intensi, colori sempre e comunque soffusi se non cupi, si presenta al pubblico il lato, forse, più scuro e malinconico di una vita vissuta in ogni suo vizio fino alle estreme conseguenze. Impalpabili sfumature di colori foschi e nebbiosi, molte scene a cinepresa libera, piani sfalsati ed inquadrature sfuocate, ma anche contrasti verbali dai termini accesi e marcatamente espliciti contro la meraviglia dell’eloquio formale, conducono lo spettatore tanto negli incanti immaginifici d’un genio di penna, quanto negli incubi della sua stessa coscienza turbata. Un’ottica schietta che guarda alla genialità maledetta del Conte Rochester viene incorniciata in una Londra fangosa e decadente che rimanda al più tipico Blake delle “Visioni”. Un Johnny Depp, dall’ormai riconosciuta bravura nei ruoli drammatici, si cala ottimamente nel personaggio dando, con un essere mai veramente sereno negli occhi e nell’animo, una palpabilità sincera ad un uomo accecato dalla passione e sedotto dal peccato che si diletta nello stuzzicare i membri della famiglia reale con spietato cinismo. Un perfetto John Malkovich, dai naturali tratti nobili e di rango, è un Carlo II di “peso” dallo sguardo tagliente ed incisivo ma che, a tratti, risulta essere quasi amorevole con un amico capace di far di tutto per farsi odiare. Una brava Samantha Morton riesce a rendere la “trasformazione” del suo personaggio, da un’attrice di quart’ordine, alla più ammirata Ofelia del regno, un passaggio verso la grandezza inversamente proporzionale la decadenza del suo maestro ed amante. Nonostante alla conclusione del film resti un sentore amaro e curiosamente dubbioso nello spettatore (forse perché il film sembra scivolare su due piani e tempi distinti troppo separatamente marcati tra loro, o forse per la prolissità del racconto soprattutto nella parte finale), fermandosi un istante ad analizzarlo con maggiore attenzione quello che poi veramente rimane è la luminosità della passione e la disperazione di un libertino, di un anticonformista, di un uomo travolto da se stesso. Titolo originale: The Libertine Nazione: Regno Unito Anno: 2004 Genere: Drammatico, Commedia, Erotico Durata: 110’ Regia: Laurence Dunmore Sito ufficiale: www.thelibertine-movie.com Sito italiano: www.mediafilm.it/thelibertine Cast: Johnny Depp, John Malkovich, Samantha Morton Produzione: Lianne Halfon, John Malkovich, Russell Smith Distribuzione: Mediafilm Data di uscita: 10 Febbraio 2006
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





