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THE MOKA WANTS YOU! – FLAT CLUB DI MESTRE, 28 GENNAIOFermenti musicali della nuova improvvisazionedi Marianna Sassano Esiste un esperimento musicale, in quel dell’entroterra veneziano, che sta festosamente facendosi strada nelle nebbie delle serate padane. Non vogliono nominarsi personalmente, come recita il punto 4 del loro manifesto (sì: hanno scritto un manifesto), ma ovviamente le teste pensanti che hanno dato il La a tutto ci sono. Si sono chiamati Moka da Tre (anche se non si sa bene come scriverlo: tutto attaccato? Maiuscolo? Disorganico? Col numero? Mah..), si sono definiti un "Collettivo Artistico Permanente Situazionista", hanno rifiutato la sigla di band e, se proprio proprio una spiegazione al loro essere musicisti la volessimo cercare, la migliore ce la offre direttamente il loro MYspace: “MokaDaTrE è un branco di orbi: ci si riunisce solo ad orecchio!”. Come funzioni la Moka è presto detto: formazione a numero e composizione variabile, nessun confine di genere musicale, centralità dell’esibizione, niente prove, via libera all’improvvisazione – il che non significa rinunciare alla “canzone”, tutt’altro. “Il Collettivo MokaDaTre propone un nuovo modo di intendere l’esibizione musicale – scrivono -. Uno sforzo di tornare alla forma primitiva dell’esibizione stessa: compartecipazione tra esecutore e spettatore, dove quest’ultimo è parte integrante ed irrinunciabile dell’esecuzione. Teniamo nella più alta considerazione conoscere la propria arte e praticarla con umiltà, onestà e sapienza”. E infatti i loro spettacoli sono sempre un empasse poco definito di spazio scenico e non, perché “il palco dev’essere inteso come mezzo, strumento. Il palco non è un luogo sacro e chi vi sta sopra non è un sacerdote”. Il risultato è che arrivano, contagiano, coinvolgono, richiamano. Tanto che, per domani 28 gennaio, a partire dalle 21 al Flat Club di Mestre Venezia (via Einaudi 19), la MokaDaTre convoca amici, musicisti, interessati, incuriositi vari al primo “THE MOKA WANTS YOU”, per allargare le maglie del collettivo. I responsabili, nucleo duro e storico di amicizie di lunga o media o nuova data, e di innumerevoli suonate più o meno organizzate (Il Pera/Francesco Perale, Andrea Facchin, Marco Kaiowas Rizzo, Michele Zavan, Giovanni Natoli, Prog Stè, Luca Brighi, Gianluca Zanin), sono sempre alla ricerca di nuovi componenti che sposino la filosofia del loro Manifesto, e propongono perciò una Jam Session col metodo inglese (ossia iscrivendosi poco prima dell’inizio del concerto per definire partecipanti e tempi di esecuzione). Il premio in palio è diventare Moka da Tre (oltre che un giro sulle catenelle per “chi viene vestito da Pupazzo Gnappo”); ma i presupposti devono essere chiari: aderire a tutti i punti del loro manifesto. Il primo, innanzitutto, che determina la pratica: “È necessario saper suonare”. Il secondo, che detta l’indole e l’approccio: “E’ necessario saper intendere il pubblico e saperci comunicare”. Il terzo, che lancia la sfida: “E’ necessario saper improvvisare, nel senso più alto del termine e con qualsiasi strumento”. Il risultato di ogni esibizione della Moka da Tre è godimento musicale impastato di coinvolgimento, comunicatività, clima di complicità senza filtri. All’appello, lanciato attraverso l’immancabile Facebook, hanno già risposto in ottantaquattro. Ne vedremo delle belle. Eventi
giovedì 28 gennaio 2010THE MOKA WANTS YOU!FLAT CLUB DI MESTRE, via Einaudi 19
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