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Bergamo Film Meeting – Concorso "THOMAS" di Miika SoiniUn film minimalistadi Rinaldo Vignati Recentemente Besa editrice ha pubblicato Un vasto paesaggio deserto, la prima opera dello scrittore norvegese Kjell Askildsen ad essere tradotta in italiano. Non sono invece ancora state tradotte le brevi storie che compongono Thomas F’s siste nedtegnelser til almenheten (Le ultime note di Thomas F al pubblico), la raccolta del 1983 che è alla base di questo film del finlandese Miika Soini, trentasettenne al suo esordio nel lungometraggio.
Dopo la morte del fratello, un uomo anziano, vedovo da molti anni, rimane completamente solo. Lo vediamo camminare per la città, concentrarsi su problemi scacchistici, sedersi su una panchina nel parco. Al caffè o dal parrucchiere capita che il suo sguardo incontri quello di una giovane donna immaginando forse chissà cosa. Quando per strada incrocia un vecchio compagno di scuola rimasto lontano dalla città per molto tempo o la figlia con la quale i rapporti si erano interrotti percepiamo il reciproco imbarazzo, senza però sapere da cosa derivi. Lo capiamo solo più avanti, quando Thomas avrà un colloquio rivelatore con il vecchio che gli si sedeva accanto silenziosamente sulla panchina del parco: da questo dialogo veniamo a sapere che lui era un medico e che il vecchio che gli siede accanto è il giudice che l’aveva condannato per aver provocato la morte della moglie sofferente. Nei racconti di Dino Buzzati, il protagonista ha spesso un incontro con una figura non reale che gli viene a chiedere di rendere conto della sua vita. Anche certi incontri di Thomas potrebbero essere di questo tipo: il bambino che vende i biglietti della lotteria è forse l’incontro con se stesso da piccolo (anche lui si chiama Thomas)? E il giudice è forse l’inviato di ben altro Giudice che lo attende? Il film di Soini si guarda bene dall’esplicitare queste possibili implicazioni e si mantiene sulla descrizione, concreta e precisa, di gesti e situazioni reali (il piccolo Thomas è solo un bambino che vende biglietti della lotteria, e il vecchio è solo un giudice in pensione che si siede sulla panchina a fumare). Nella sospensione tra concretezza, e banalità, del reale e possibili aperture metafisiche sta la qualità più interessante del film. Thomas è un film minimalista, uno di quei film di cui facilmente all’uscita dal cinema si sente dire “ma non succede niente…”. Ma proprio quella sospensione – che Soini riesce a costruire efficacemente, con sobrietà e intensità – che fa sì che, anche se apparentemente “non succede niente”, in realtà succede molto. La materia del film (un ex-medico, circondato da una muta ostilità di cui non comprendiamo le ragioni finché non ci viene rivelato che tutto nasceva da un caso di eutanasia su un famigliare) ha molti punti di contatto con Ti amerò sempre di Philippe Claudel, film francese passato sugli schermi italiani lo scorso anno. Ma i due film non potrebbero essere più diversi. Soini non intende farne un caso “emblematico”, non intende trasmettere alcun “messaggio”. Solo farci partecipi di una storia. A modesto parere di chi scrive, Thomas è il miglior film apparso in questa edizione del Bergamo Film Meeting, quello stilisticamente più coerente e compiuto. La sua riuscita nasce anche dalla splendida interpretazione di Lasse Pöysti, attore che vanta una carriera lunghissima (iniziò a recitare nel 1941, a quattordici anni). Titolo originale: Thomas Nazione: Finlandia Anno: 2008 Durata: 73’ Regia: Miika Soini Cast: Lasse Pöysti, Mauri Heikkilä, Visa Koiso-Kanttila, Pentti Siimes, Aare Karén, Tuomo Mutru Produzione: Silva Mysterium production Presentato in concorso al Bergamo Film Meeting il 12 marzo 2010.
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