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"TIZIANO E IL RITRATTO DI CORTE. DA RAFFAELLO AI CARRACCI "La storia, la cultura e gli amori narrati da un pennellodi Manuela Cesarani Il Museo di Capodimonte di Napoli ospita, dal 24 marzo al 4 giugno, uno dei più importanti eventi espositivi del 2006, per quantità e qualità delle opere esposte. Non è soltanto un’antologica sul sommo pittore veneziano, ma anche una rassegna sul ritratto storico del Cinquecento, che il prossimo autunno verrà trasferita al Musèe du Luxembourg di Parigi.
Allestita nelle sale del piano nobile del Museo di Capodimonte, l’esposizione, molto attesa e interamente dedicata al XV secolo, comincia con i ritratti della collezione Farnese, in dotazione stabilmente al Museo partenopeo, per poi arricchirsi, strada facendo, di altri dipinti dell’artista veneto, provenienti dai principali musei europei e americani, e da opere di grandi ritrattisti che operarono negli stessi anni del grande maestro veneziano. Accanto alle trenta opere di Tiziano, infatti, sono stati raccolti circa novanta esempi dei suoi contemporanei, tutti dipinti ad eccezione di 14 sculture: gli urbinati Raffaello e Federico Barocci, i toscani Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino, Bandinelli, i bolognesi Bartolomeo Passerotti, Ludovico, Agostino e Annibale Carracci, i lombardi Savoldo, Moretto. E poi naturalmente i veneti, Giorgione, dal quale Tiziano prende le mosse, e Tintoretto; ma pure spagnoli come El Greco o fiamminghi come Wenzel Cobergher, a lungo attivo a Napoli. Non mancano pittrici come Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana, rare esponenti di un momento storico in cui la pittura era attività prettamente maschile. Alcune opere vengono esposte per la prima volta in Italia e provengono dalle collezioni pubbliche e private straniere: dal Museo del Louvre il Ritratto di Baldassare Castiglione di Raffaello; dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, lo Jacopo Strada di Tiziano e, sempre di Tiziano, l’Allocuzione del Marchese del Vasto dal Museo del Prado di Madrid e il celebre autoritratto, prestito della Gemaldegalerie di Berlino, che lo ritrae già vecchio e senza i segni distintivi della professione, per sottolineare che i pittori non sono più artigiani, ma svolgono un ruolo sociale da intellettuali. L’allestimento è molto semplice, naturale, con pannelli di stoffa damascata di colore verde. Le didascalie sono essenziali: in poche righe viene spiegato chi è il raffigurato, importanza o dubbi sul soggetto, vari particolari sull’opera. Gli effigiati sono divisi per categorie “sociali”: si inizia con gli esponenti del potere, sia politico che ecclesiastico, re e imperatori, pontefici e cardinali, vicerè e condottieri. In questo gruppo troviamo, tra gli altri, il Ritratto del doge Francesco Venier, che Tiziano mostra nel suo gracile corpo malato costretto in preziosi abiti da cerimonia, e quello del Cardinale Filippo Archinto con il volto coperto da un velo, forse allusivo alla sua morte improvvisa, sopraggiunta mentre attendeva la nomina ad arcivescovo di Milano. Sfilano poi i ritratti di stato di Carlo V, Francesco I e Filippo II, ma anche di Leone X de’ Medici e naturalmente di Paolo III Farnese. Dopo nobili e potenti è la volta degli intellettuali: letterati, poeti, artisti, uomini di scienze, ma anche artigiani, liutai e sarti. Tra questi spiccano lo straordinario Ritratto di Pietro Aretino e il piccolissimo autoritratto di un anziano Simone Peterzano, riconosciuto come maestro del Caravaggio. La rassegna si chiude, quindi, con la rappresentazione degli affetti e con la seduzione. E’ questa la sezione dedicata alle donne: oltre alla celeberrima Danae (da poco restaurata) e alla Flora, opera giovanile di Tiziano, ci sono nobildonne, spose e cortigiane, tra cui "L’Antea", del Parmigianino, vissuta a Roma nella prima metà del Cinquecento e amante del cardinale Alessandro Farnese e la "Giovane donna con cagnolino”, elegante ed austero ritratto di sposa di Paolo Veronese. Perché, ricorda Nicola Spinosa, soprintendente del Polo museale napoletano, citando Ariosto, questa non è soltanto l’età che canta armi e cavalieri, ma anche quella che celebra dame e amori. Sino al 4 giugno al Museo Capodimonte, via Milano 2 - Napoli Orario: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso il mercoledì. Info e prenotazioni: 848800288 Ingresso: mostra + museo: 10 €, ridotto 5 €.
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