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TORNA “L’EDIPO DEI MILLE” DEL TEATRO DEL LEMMINGViaggio fisico nel cuore della tragedia grecadi Andrea Massironi Abbandonarsi e lasciare che sia il Teatro a guidarci. È l’unica condizione mentale possibile per vivere pienamente “L’Edipo dei Mille”, lo storico spettacolo che il Teatro del Lemming, compagnia di Rovigo, ripropone in questi giorni a Venezia. Uno spettatore per volta, bendato e senza scarpe: queste sono le sole indicazioni che ha a disposizione chi si accinge ad entrare nello spettacolo. Entrare, perché il lavoro di Massimo Munaro è un vero e proprio viaggio, fisico e psichico, alla riscoperta della vicenda di Edipo.
La storia della tragedia greca è nota: l’eroe uccide un uomo che non sa essere il suo padre naturale, quindi, dopo aver sconfitto la Sfinge che incombe su Tebe, si unisce alla regina della città, sua madre. Per volere degli dei, a causa del suo duplice peccato, Edipo sarà condannato a vagare, cieco, per la Grecia, senza trovare pace. Per ricostruire la vicenda, la compagnia dà vita ad una vera e propria esperienza sensoriale a tutto tondo, in grado di sorprendere e travolgere lo spettatore, totalmente indescrivibile nelle sue linee drammaturgiche. Ogni tentativo di tradurre in parole quanto avviene attorno e all’interno dello spettatore una volta che lo spettacolo ha inizio, significherebbe infatti una triste, ma inevitabile perdita di valore di ciò che si può definire un evento. Il titolo che Munaro ha dato allo spettacolo è una sfida e una promessa: nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il regista, novello Garibaldi, vuole partire con i suoi mille spettatori-Edipo-condottieri a combattere il nemico che in questi anni più che mai ostacola la produzione teatrale: il bilancio economico. L’idea che tanti attori (impossibile per lo spettatore bendato dire quanti) ruotino attorno ad un singolo fruitore potrebbe apparire una vera e propria pazzia, ma ciò non può fermare la creazione teatrale, che deve dimostrarsi, almeno ogni tanto, superiore ad ogni calcolo di convenienza di mercato. Gli attori, bravissimi a reggere il gioco scenico, sono stati selezionati dopo un’attività laboratoriale tenuta da un attore del Lemming e si sono divisi in cinque luoghi diversi della città. Quella che si è tenuta a Venezia è la prima tappa di un progetto che gli organizzatori, e noi con loro, si augurano di portare in altri luoghi del nostro Paese. In un momento storico in cui sta assumendo peso sempre maggiore un modo di approcciarsi al reale di stampo ’televisivo’, volto cioè a porre un onnipresente (e onnipotente) schermo deformante tra il nostro Io personale e il mondo che ci sta attorno, “L’Edipo dei Mille” è una creazione artistica nel senso più alto della parola, un prodotto cioé che nella sua bellezza è in grado di incidere in maniera profonda sullo spettatore e di provocarlo, facendolo sentire vivo, dotato ancora di un corpo capace di ricevere e trasmettere sensazioni fisiche che nessuno ci potrà togliere. EDIPO DEI MILLE - tragedia dei sensi per spettatore solo Liberamente tratto dall’Edipo Re di Sofocle - Regia e musiche di Massimo Munaro Interpreti: Veronica Dominioni, Gloria Naletto, Elena Longo, Dimitrios Ioannis Papavasiliu, Federico Pietrobelli, guidati dall’attrice Diana Ferrantini Mestre, Torre civica Durata: 35 minuti
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