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’TRA UN ATTO E L’ALTRO’ DI Virginia WoolfTra un atto e l’altrodi Flavia Crisanti Between the acts è stato letto come uno di quei romanzi in cui Virginia Woolf ha rotto con la solita forma narrativa. Scrive Nadia Fusini nell’introduzione al volume Meridiani dedicato alla Woolf:
Già nel titolo, come nell’intreccio dell’ultima prova si enuncia la ragione necessaria, ma non sufficiente dell’esperimento stesso; la Woolf ripudia tutto ciò in cui ha creduto finora, non sta più dalla parte dell’illusione, si colloca piuttosto nella realtà. Sta, cioè, tra un atto e l’atro, nell’intervallo della finzione, quando il teatro cessa e torna la realtà prosaica, quotidiana; non è più dalla parte della letteratura – la vita torna alla vita e l’arte si auto-sopprime
Tra un atto e l’altro, infatti, non è un romanzo sul teatro, come il titolo potrebbe far supporre, ma su quello che succede tra un atto e l’altro, quando la scena sparisce e la natura entra prepotentemente nella finzione scenica.
Un gruppo di persone, di varia età e provenienza sociale, si ritrovano in una casa di campagna nella campagna inglese e qui, per passare le noiose ore pomeridiane, allestiscono una rappresentazione teatrale che ha per oggetto la storia dell’Inghilterra. Si tratta di una forma di teatro improvvisato che ha per scena un vecchio fienile e per costumi vecchi stracci trovati nel proverbiale “baule della nonna”. La rappresentazione in sé e per sé non interessa la Woolf che si focalizza su cosa succede tra il pubblico durante la rappresentazione e soprattutto quello che accade quando le finzione diventa realtà e la realtà entra nella finzione.
Cosa sia l’elemento reale che entra nella finzione è presto detto: al di là degli interventi naturali (una mucca che muggisce, le api che ronzano), la realtà è rappresentata dalla guerra che sta per scoppiare e di cui si avvertono i primi sintomi (il romanzo è scritto nel 1939, ma trova pubblicazione postuma).A questa situazione di disagio fanno diretto riferimento due passi del romanzo. Gli attori, dopo aver impersonato i principali personaggi della storia d’ Inghilterra, devo interpretare il presente e, per farlo, si presentano sulla scena con dei cocchi di vetro e di altri materiali che possano riflettere la loro immagine. Questo disegno franto, questa realtà dissociata è la contemporaneità della guerra, letta, ovviamente, attraverso i raffinati simboli della Woolf. Anche la conclusione del romanzo, molto cechoviana, rimanda a questo clima belligerante: cala la notte, una notte simbolica, che rende bene lo spaesamento provato davanti alla drammaticità di quegli anni.
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