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"TREDICIPOSE" DEI DEASONIKAAnalisi di immagini passatedi Gianluca Capaldo A sette anni da L’uomo del secolo, loro convincente esordio, i Deasonika tornano con un interessante progetto che vede protagoniste anche altre arti oltre alla musica: la fotografia e il cinema. Passati anche per Sanremo e partecipi del progetto Rezophonic, questi artisti mettono in scena un lavoro curato, più facile dei precedenti, pieno di spunti di riflessione e soprattutto gonfio di sonorità indie rock che regalano una speranza alla scena musicale italiana.
Tredicipose è nei negozi dal 14 novembre ed è stato preceduto dal singolo Viole, brano che dopo l’intro strumentale E.B.O.W.S. ci apre a suoni avvolgenti e delicatamente ruvidi, note che che raccontano l’abbandono e la difficoltà di lasciarsi alle spalle il proprio passato sentimentale. Song X è decisa, metallica, calda nella sua freddezza. È facilmente intuibile la sua appartenenza ad altri mondi. I tredici scatti che troviamo nel booklet evidenziano questi tredici mondi raccolti e soltanto accomunati dall’anima creativa della band. Infatti la scelta del titolo si riallaccia al lavoro strettamente collegato al mondo della fotografia e del cinema, tredici pose, una in più del classico standard fotografico. L’uscire dagli schemi è l’idea di fondo di questo lavoro, di questo ritorno. Sembra che il gruppo sia in un momento di riflessione sulla sua esperienza passata e attraverso delle istantanee cerchi di trovare, nel loro essere artisti, un nuovo percorso da pezzi del passato. Colpisce La Stanza Brucia, brano egregiamente interpretato dalla precisa voce di Max Zanotti. È misteriosa la sensibilità che traspira da questa luce accecante che “non avevo visto mai”. La vibrante emozione che arriva alle nostre orecchie sottolinea un effetto scenico (per rimanere in altri ambiti artistici) che spiazza in un’opera musicale. All the Other Guys è il primo dei tre brani in inglese che ascoltiamo (gli altri sono Thank You e The Beauty Thoughts) e sinceramente , nonostante alla base del cd ci sia l’idea di far vedere la varietà degli aspetti che i Deasonika hanno nel loro dna, li preferiamo in italiano dove la sensazione di non strafare con sfuriate rock è meno accentuata. Instabile e Kurt Cobain – La Mia Faccia A Metà sono elegantemente aggressive. Il sound robusto e impattante che i due brani propongono non invade l’ascoltatore, lasciandolo in grado di godersi la potenza della musica rock live senza subire rabbia e violenza. Si rimane infine stupefatti dalle atmosfere che le ultime due tracce riescono a creare. Gregorian recita “La musica è pronta, concedimi un ballo e ce ne andremo danzando”. Da brividi. La voce sottile è sinuosa come la pericolosità di una sirena di omeriana memoria. L’ultimo brano è l’unico in francese, La Rebelle: il testo è di una poesia di Baudelaire di Les Fleurs du Mal e sembra nato per appoggiarsi alle note di questo brano. L’album è accompagnato anche da un mini film dal titolo Dovunque Adesso, per la regia di Simone Covini. Dovunque Adesso è un mini film che narra la storia di una band chiusa in una stanza di un motel che, di ritorno da un concerto, si scatena a suon di rock, di follie e di vendette. Nel dvd presente nel packaging del cortometraggio sono presenti anche le nove tracce inedite della colonna sonora. Inoltre il progetto Tredicipose prevede la realizzazione di “video-tracce” che diano un’immagine ai tredici brani dell’album. Gregorian è stato realizzato della fotografa Alice Pedroletti con semplicissime apparecchiature low-fi. www.deasonika.it www.myspace.com/deasonikamusic www.2roads.it/dovunqueadesso TRACKLIST:
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