VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
Controcampo Italiano "Tajabone" di Salvatore MereuI ragazzi di Cagliaridi Marta Martina L’appello che si fa nelle classi rispecchia un nuovo panorama demografico. Volti diversi e popoli diversi. In Tajabone ci sono i cognomi della commistione. E gli isolani sui banchi portano nomi fintamente moderni. Otto piccoli racconti su ragazzi si chiamano Jennifer e Alberto, Jonathan e Kadim, Vanessa e Munira, Noemi e Brendon. Si parla italiano, si parla sardo, rom e wolof. Si cerca di osservare la crudeltà e la noia dell’adolescenza. Salvatore Mereu (Ballo a tre passi, Sonetaula), insegnate "per necessità e non per vezzo" allunga un suo progetto didattico in un film. Un’opera da laboratorio. Poco forte e imperfetta, riesce comunque a trasmettere la quotidianità fatta di speranze e cellulari, di amore e sogni. Le otto storie dei pre-teen cagliaritani sono interessanti perchè universali e affascinanti perchè piene di quelle dinamiche di branco oscure agli adulti, ma purtroppo rimangono annunciate solo per pochi minuti e poi non approfondite. Spontaneità e piglio documentaristico per un film ispirato al racconto Bellas mariposas di Sergio Atzeni, uno degli scrittori più amati in terra di Sardegna che abbozza vite ad un passo dal precipizio, fragili e vulnerabili. Girato con un budget di diecimila euro, il film si aggiudica l’UK-Italy Creative Industries Award –Best Innovative Budget, premio che si assegna, nell’ambito della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, al film più innovativo e di maggiore qualità in rapporto alla ristrettezza del budget con il quale è stato realizzato. TAJABONE di Salvatore Mereu (Italia, 67’, v.o. italiano, wolof, rom s/t italiano/inglese) con Abdullah Seye, Oscar Vincis, Munira Amhetovic
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





