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Tancredi Parmeggiani a FeltreUn’esauriente retrospettivadi Saverio Simi De Burgis A Feltre, un’esauriente retrospettiva dedicata a Tancredi, offre un ulteriore contributo sulla sua ricerca.
Fino al 28 agosto è visitabile presso la Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda, ristrutturata per l’occasione, l’interessante esposizione che traccia un bilancio sull’opera di Tancredi Parmeggiani. Così Feltre rende omaggio a uno dei suoi ultimi illustri figli. Nato nel 1927 in una casa dell’ameno centro storico feltrino, in diverse tranches e dai vari luoghi in cui aveva scelto di operare, Tancredi amava qui tornare per placare le tormentate inquietudini e ritrovare la pace necessaria per ricominciare le lotte esistenziali che straordinariamente coincidevano con le varie fasi della sua prolifica, quanto breve, vicenda artistica. Nel percorso dei tre piani dell’edificio si articola l’ampia rassegna, dall’iniziale intensa produzione grafica fino agli ultimi dipinti realizzati poco prima di gettarsi nel Tevere nel settembre del 1964. I primi disegni, quasi tutti figurativi, documentano un’impellenza di ricerca già assecondata a Belluno sotto la guida di Romano Conversano e successivamente, una volta giunto ancora giovanissimo a Venezia, seguito da Armando Pizzinato che lo accolse all’interno del corso della Scuola Libera del Nudo da lui tenuto presso l’Accademia di belle arti. Come giustamente sottolinea il curatore della mostra feltrina Luca Massimo Barbero, fu proprio a Venezia che venne a contatto con una serie di artisti molto attivi negli anni ’40 e ’50 trasformando di fatto la città lagunare, nell’immediato dopoguerra, in un autentico e stimolante laboratorio artistico. Virgilio Guidi, Emilio Vedova, i Basaldella, Santomaso, Bacci, Gaspari, Morandis, Turcato, Deluigi, Viani, sono alcuni degli artisti con i quali Tancredi si rapportò. In quel primo straordinario periodo veneziano si avvicina a Peggy Guggenheim destinata a diventare una delle più convinte mecenati accogliendolo con generosità in uno studio appositamente adibito a Palazzo Venier dei Leoni e successivamente spingendolo a frequentare altre città come Roma e Milano, ma anche sostenendolo in diverse iniziative oltremanica, a New York in particolare, con alcune mostre personali. Se si seguono parallelamente le vicissitudini biografiche assieme alle vicende della ricerca artistica che ne hanno contrassegnato l’opera, come ha rilevato con un piglio inedito in catalogo Francesca Pola, si può ricostruire – usando le stesse parole dell’autrice – “una sorta di topografia della sua opera”. Effettivamente si può leggere la produzione di Tancredi in relazione agli spostamenti non solo nei centri italiani ma pure parigini o svedesi e norvegesi: ne esce un quadro di interessanti connessioni storico artistiche di sicura caratura internazionale, ma sostanzialmente basato su quei presupposti estetici che in Italia dal Fronte Nuovo delle Arti di Giuseppe Marchiori, vedi anche la netta antitesi tra astratto e figurativo per cui, come è noto, il nostro poi propenderà per l’informale, e successivamente dallo Spazialismo per le implicite connessioni con i valori del colore e della luce, lo conducono a quella cifra alla fine così distintiva e originale della sua arte. In tal senso, come si evidenzia nei dipinti realizzati a fine degli anni ’50, esattamente tra il 1958 e il 1960, vedi A propos de l’eau, A proposito di Venezia o i due paesaggi norvegesi, anch’essi presenti in mostra, emerge, probabilmente attraverso il legame che aveva maturato con Mario Deluigi, questa straordinaria ricerca sulla luce che lega luoghi tra loro affini seppur diversi come Venezia e i Paesi Scandinavi e che gli consentono di elaborare una pittura in cui dall’irrazionalismo dell’informale passa a traguardare quasi l’ordine e la scientificità del pointillisme di Georges Seurat che tanto interessava Gino Severini a Parigi, ma anche di riflesso, come è documentato, Mario Deluigi. Una ricerca sicuramente ancora europea e direi nostrana la sua che pertanto si differenzia molto da quella più istintiva ma meno colta dei contemporanei artisti americani. Degno di rilevanza l’apparato documentaristico, ricostruito su fonti archivistiche inedite, condotto da Giorgio Mastinu, evidente sia nel percorso espositivo così com’è accuratamente ordinato nelle apposite cassettiere, che nel prezioso contributo in catalogo. TANCREDI FELTRE 9 aprile – 28 agosto 2011 Galleria d’Arte Moderna “ Carlo Rizzarda”, Via Paradiso 8 FELTRE (BL) Orari Dal martedì alla domenica: 10.00 – 19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00) Chiuso il lunedì Aperture straordinarie Lunedì 25 aprile e 15 agosto Info e prenotazioni tel. 199199111 www.mostratancredi.feltre.eu Servizi didattici: tel. 0439/885242 –234 Biglietti Intero 7,00 Euro; Ridotto 5,00 Euro – per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni; Ridotto speciale 3,00 Euro – per studenti delle scuole elementari, medie e superiori, disabili. Gratuito – per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, accompagnatori di disabili, due insegnanti accompagnatori per classe Prenotazione Individuale 1,20 Euro Visite guidate su prenotazione Gruppi 90,00 Euro Scuole 60,00 Euro Promozione speciale Pacchetti turistici Venetour by Viaggi Sommacal Tel. 0439/849539 – fax. 0439/89895 info@venetour.it m
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