“Teatri a Teatro a Trieste”

In città e in provincia tra musica e teatro

Martedì 24 giugno – Teatro Romano
La Contrada – Teatro Stabile di Trieste
produzione per Teatri a Teatro a Trieste e provincia
ALCESTI

da Euripide, Alberto Savinio, Rainer Maria Rilke.
drammaturgia di Giorgio Pressburger
allestimento scenico, costumi e regia Ulderico Manani
con Mariangela D’Abbraccio e con Adriano Giraldi, Maria Grazia plos, Valentino Pagliei, Alessandro Mizzi, Omar Scala, Miriam Cosotti

Innumerevoli lavori sono stati scritti sotto il titolo di “Alcesti”. Euripide è l’autore della tragedia antica dove il mito trova la sua prima espressione.
La tragedia di Euripide è la prima versione letteraria a noi nota della favola, e costituisce la pietra di paragone con cui si sono confrontati nei secoli poeti e scrittori fino all’età moderna. Nel passaggio dalla favola al dramma la vicenda subisce una profonda metamorfosi, e inevitabilmente suscita riflessioni sull’amore coniugale, sul rapporto tra genitori e figli, sul valore del sacrificio e infine, in termini più lati, sulla vita e sulla morte.
La lirica “Alkestis”, composta da Rainer Maria Rilke durante un soggiorno a Capri nel 1907, costituisce una delle poche rielaborazioni moderne del mito della donna che scambia la propria vita con quella del marito.
L’intera vicenda è compressa nel giorno della nozze di Admeto con l’arrivo improvviso del dio, allo stesso tempo Eros e Thanatos, che annuncia il destino ineluttabile dello sposo.
Verrà inoltre rappresentato un brano di Alberto Savinio, pittore, musicista e narratore, una delle figure più originali della cultura del suo tempo. Savinio trasporta la vicenda ai tempi del nazismo e delle leggi razziali.
«Nel corso del tempo storie apparentemente diverse trovano parallelismi o calchi che fanno risuonare un motivo: quello del dono… il sacrificio, l’offerta estrema dell’esistere stesso per donare vita a qualcuno. Amare è un verbo dai significati vasti, molteplici, che nel tema della coppia intreccia l’immagine di un pensiero profondo sul senso della vita. In Al cesti questo si riflette come in uno specchio che non è immobile». (U. Manani).

Sabato 28 giugno – Teatro Romano
Cantieri Teatrali Koreja
LA PASSIONE DELLE TROIANE
studio sulle Troiane di Euripide

idea e progetto di Salvatore Tramacere
regia di Antonio Pizzicato, Salvatore Tramacere
assistenza alla regia Laura Scorrano
con Angela De Gaetano – Cassandra, Vito de Lorenzi – Percussioni, Gianni De Santis – Coro, Emanuela Gabrieli – Coro, Ninfa Giannuzzi – Andromaca, Riccardo Marconi – Chitarra, Silvia Ricciardelli – Ecuba, Admir Shkurtaj – Fisarmonica, Fabio Tinella – Astianatte
elaborazione testi Angela De Gaetano, Antonio Pizzicato, Salvatore Tramacere
musiche dal vivo di De Lorenzi, Gabrieli, Giannuzzi, Marconi, Pizzicato, Shkurtaj
con il coordinamento musicale di Antonio Pizzicato

Lo spettacolo intende coniugare “Le Troiane” di Euripide con il tema della Passione di Cristo, scegliendo di dialogare con la tradizione grika del Salento (si chiamano così i nove paesi accomunati da un’origine ellenica a sud-est di Lecce). Così i musicisti, cantanti e attori divengono protagonisti di una rappresentazione che si pone tra il teatro e la musica, tra il concerto e lo spettacolo per narrare dell’umano dolore di una madre e l’innocenza sacrificata del figlio amato. La femminilità è l’elemento dominante dello spettacolo: emergono in primo piano le figure di Andromaca, Ecuba, Cassandra che, pur costrette a sottomettersi a un destino crudele, non rinunciano tuttavia alla loro fierezza, non piegano il capo di fronte alla crudeltà dei greci e denunciano con parole frementi di sdegno gli orrori della guerra fra gli uomini.
Per questo, il pianto di Andromaca si fonde con quello della Vergine in un unico grande dolore che è quello di tutte le madri costrette dal destino a rinunciare ai propri figli.

Martedì 1 luglio – Teatro Romano
Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” (Milano)
IL LUTTO SI ADDICE AD ELETTRA

di Eugene O’Neill
regia di Marco Plini
con il III corso attori: Eleonora Giovanardi, Alice Corni, Alessandro Ercolani, Martina Galletta, Maria Concetta Gravano, Luca Iervolino, Elisa Langone, Federico Manfredi, Valerio Napoli, Luca Pignagnoli, Rosa Sarti
registi assistenti Federico Grazzini, Carolina Sylwan, Ivan Taverniti
scene di Fabrizio Palla
costumi di Enza Bianchini con Nunzia Lazzaro

Vero monumento alla costruzione teatrale, “Il Lutto si addice ad Elettra” è un un’opera che deve molto al modello del grande drammaturgo greco Eschilo. “Avevo in mente la trilogia di Eschilo ma nel disegnare la psicologia dei miei personaggi non ho inteso seguire nessuno dei drammaturghi greci. All’opposto, ho fatto del mio meglio per dimenticare totalmente le loro varie Elettra. Tutto quello che volevo prendere in prestito era il modello tematico di Eschilo (e delle antiche leggende) per poi tentare di interpretarlo in chiave di moderna psicologia, con il Fato e le Furie che operano all’interno dell’anima di ciascuno”. (E.O’Neill).
La versione integrale dell’opera viene spesso rappresentata con tagli e adattamenti. In questa versione si è scelto di eliminare soltanto i cori, portando così lo spettacolo ad una durata complessiva di 4 ore. In uno degli intervalli agli spettatori verrà offerta una cena.
Messa in scena ancora oggi, sia pure sfrondata ed alleggerita, la trilogia di O’Neill resta importante nella storia della formazione teatrale americana: O’Neill sembra tratteggiare una fosca vicenda familiare in cui non è più la giustizia a guidare le azioni omicide dei protagonisti ma l’eros e la gelosia: teatro di conflitti dell’anima, del dramma interiore, della presa di coscienza di sé come “persona”.

Giovedì 3 luglio – Teatro Romano
Compagnie Heddy Maalem (Francia)
LE SACRE DU PRINTEMPS

coreografia di Heddy Maalem
musica di Igor Stravinsky
con Agnès Dru, Hardo Ka, Amie Gomis, Marie-Pierre Gomis, Marie Diedhiou, Awoulath Alougbin, Rachelle Agbossou, Alou Cissé, Dramane Diarra, Serge Anagonou, Shush Tenin, Betinho Nhabangue, Kingsley Odiaka, Sylvestre Akakpo.
coproduzione
CDC – Centre de Développement Chorégraphique de Toulouse / Midi-Pyrénées, Théâtre National de Toulouse – Théâtre de la Cité, Le Parvis – Scène Nationale Tarbes-Pyrénées, Centre Culturel Français de Bamako, Centre Culturel Français de Lagos, La Rose des Vents – Scène Nationale de Villeneuve-d’Ascq, La Ferme du Buisson – Noisiel – Scène Nationale de Marne-la-Vallée, CCN de Biarritz.
coproduttore
Les Francophonies en Limousin.

Oggi sappiamo che con Le Sacre du Printemps, Stravinskij compose un canto delle forze primitive che si combinano fra loro. Primavera dopo primavera, una guerra segue l’altra, il risveglio segue il sonno. Il raccolto segue la semina, l’alba la notte.
La Sagra è stata interpretata mille volte dalle compagnie di danza più famose. In questa versione, ecco arrivare la stessa gioia brutale, dal fondo di tutte le ere. Un antico rituale pare rivivere per mezzo di danzatori che la forza espressiva la traggono dalle stesse loro origini.
Eccola la nostra alba: le forze annodate nei corpi si scatenano per danzare, uniti nella più grande disarmonia, per celebrare ancora una sagra.
E l’Africa, il continente in cui tradizione arcaiche conservano la loro freschezza, il loro mistero
La musica di Stravinskij ci porta verso una pulsante irresistibile vitalità e nello stesso tempo sul fondo nero della coscienza dell’uomo.

Domenica 6 luglio – Teatro Romano
Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia
produzione per Teatri a Teatro a Trieste e provincia
OEDIPUS REX

musica di Igor Stravinskij
direttore Marcello Panni
Solisti John Uhlenhopp EDIPO; Umberto Chiummo (basso-baritono) CREONTE e MESSAGGERO; Veronica Simeoni (mezzosoprano) GIOCASTA; Francesco Palmieri (basso) TIRESIA; Luigi Petroni (tenore) PASTORE
Voce Recitante Roberto Helitzka
con la partecipazione del Coro Nazionale di Ungheria
regia di Giorgio Pressburger
costumi Andrea Stanisci

La rilettura in forma di opera-oratorio della tragedia di Sofocle, lasciava sconcertato il pubblico parigino degli anni trenta. Igor Stravinskij e Jean Cocteau presentavano un teatro completamente nuovo.
Si tratta di uno dei lavori chiave del cosiddetto periodo neoclassico del compositore. Di qui il soggetto antico e, soprattutto, la scelta della lingua latina e della forma oratoriale, anziché propriamente scenica. Tuttavia la rappresentazione del Teatro Romano raggiungerà una spettacolarità particolare, piena di immagini e colpi di scena.
Nell’opera l’attore in smoking commenta in italiano l’azione scenica. Lo spettatore assiste così a un racconto del racconto del mito.
La musica di Stravinskij è qui di una rara e poderosa forza. Il coro maschile di 70 elementi , la grande orchestra, le voci usate con passionalità fiera fanno di quest’opera, un unicum nel suo genere.

Martedì 8 luglio – Teatro Romano
Mercoledì 9 luglio – Castello di Duino
Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
produzione per Teatri a Teatro a Trieste e provincia
EURIDICE

da Rainer Maria Rilke, Marina Cvetaeva, Italo Calvino, Claudio Magris
con Daniela Giovanetti, Roberto Herlitzka
regia di Antonio Calenda

Il mito di Euridice, la compagna che Orfeo vuole salvare dagli Inferi, è stato rivisitato da grandissimi poeti e scrittori. Partendo dal poema di Rainer Maria Rilke seguendo la lirica della poetessa russa Cvetaeva, a L’altra Euridice di Calvino, in cui parla Plutone il potente re dell’al di là, fino a Lei dunque capirà di Claudio Magris, la figura di Euridice viene vista da molteplici punti di vista in un caleidoscopico gioco di specchi, in cui il commento drammaturgico funziona da guida.

Mercoledì 16 luglio – Castello di Muggia
Bonawentura – Teatro Miela
produzione per Teatri a Teatro a Trieste e provincia
FELIX HORA
Happy Hour della Musica e della Poesia

Storia di “Ognuno”, il famoso mistero medievale, ripreso da Hugo von Hofmannsthal per il festival di Salisburgo. Il dialogo di un uomo con la Morte e il suo confronto con la Donna che gli chiede conto di che cosa ha fatto di buono nella vita.

Venerdì 18 luglio – Cava di Sgonico
Teatro Stabile Sloveno di Trieste – Associazione Mittelfest – Primorski Poletni Festival
produzione Teatri a Teatro a Trieste e provincia
LA FIGLIA DELL’ARIA

con Silva ČuŠin, Brane Grubar, PrimoŽ Pirnat, AleŠ ValiČ, Ivo BariŠiČ, Lara Komar, PrimoŽ Forte, Nikla PetruŠka Panizon, Romeo GrebenŠek

di Hans Karl Magnus Enzensberger
regia di Janusz Kica (Polonia)

Lo scrittore tedesco riprende in questo testo teatrale l’omonimo capolavoro di Calderon de la Barca, salvaguardandone il nucleo drammatico e potenziando la figura dei protagonisti nel loro intreccio di eros e politica. Il fatto che Semiramide, la regina di Babilonia nel mito greco, assomigli al figlio al punto di poter essere scambiata con lui non crea soltanto la premessa per uno dei più straordinari doppi ruoli della letteratura mondiale: porta anche a un “sovvertimento” dei sensi di così vaste dimensioni e dalle conseguenze così inesorabili da porsi quasi come un unicum nella storia del teatro. In questo affascinante esperimento di «classicismo polemico», che rifiuta le banalità e i falsi sacrilegi dell’attualizzazione forzata, lo scrittore tedesco riesce così a ritrovare la misura e la lucidità del grande teatro di idee.
La cava di Sgonico farà da sfondo selvaggio alla forza primordiale di questa storia.

Dal 13 giugno al 15 luglio nelle piazze di Trieste
Associazione Casa dei Teatri (Teatro Rotondo, La Barcaccia, Petit Soleil, La Fabbrica dell Bucce, Musicazioni, A.C.T.I.S., La Macchina del Testo, Studio Giallo, Amici della Contrada, Palacinka, Studio Openspace, L’Armonia-Amici di San Giovanni, Theatrè Japrì, Teatro Edo)
produzione per Teatri a Teatro a Trieste e provincia
FELIX HORA
Happy Hour della Musica e della Poesia

da Chanson de Roland, Orlando Furioso, Tristano e Isotta, I Nibelunghi, Abelardo e Eloisa, Taide, e tanti altri.
Storie di cavalieri medievali, grandi passioni amorose e religiose, avventure, paesaggi luminosi e splendenti, potenti re e magie: il mondo del primo millennio si ripresenta alla nostra attenzione.
Grandi storie medievali riempiranno di parole ineguagliabili per bellezza e di musiche le strade della città.
Spettacoli gratuiti di parole e musica nelle piazze della Città.