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"Tempesta"Una nuovissima e affascinante interpretazione dell’opera giorgionescadi Elena Ballarin Una nuova, del tutto attuale interpretazione dell’enigmatica opera di Giorgione, Tempesta, presentata nella serata di sabato 28 novembre al Teatro Aurora di Marghera dalla compagnia Anagoor, compaesana del celebre pittore nato a Castelfranco Veneto.
Gli enigmi giorgioneschi, concepiti come universali, dilagano sulla nostra società manifestandosi sotto forma d’angoscia esistenziale. Sentimento cui lo spettatore stesso viene messo alla prova, travolto in un’atmosfera totalmente disorientante, a cominciare dalla stessa scenografia, composta da un parallelepipedo trasparente e due schermi bianchi: ad un primo impatto nulla par avere a che fare con il quadro, ma si rivela nella realtà un’efficace traslazione del contesto cinquecentesco in chiave concettuale. La solitudine evocata dal pittore con una natura deserta e silenziosa diviene monocroma parete impenetrabile e impalpabile immagine su video; il vento premonitore della tempesta è tradotto in un ventilatore, la cui presenza viene volutamente palesata, in linea con una società dove la tecnologia regna sovrana. L’assenza di comunicazione tra la donna e l’uomo nel quadro è resa da uno spettacolo interamente privo di dialogo; ma a differenza dell’opera pittorica, non vediamo in scena il bambino. Ciò cui ci si trova di fronte è dapprincipio una genesi: un uomo, poi una donna emergono attraverso una fitta nebbia dalle sonorità acquee, un’atmosfera primordiale cui fanno da contrasto abiti e oggetti contemporanei, il tutto in un ritmo accelerato dalla simultaneità di immagini. Il suono va in coinvolgente crescendo fino all’esplosione di una tempesta che arriva a far tremare persino le sedie del pubblico; anche la luce assume ruolo attivo, offuscando o rendendo limpida la visione, o ancora, sovrastando dall’alto, centrale, la scena, simile a una presenza divina. In quest’angusta atmosfera i due personaggi, impersonati dai fratelli Anna e Pierantonio Bragagnolo, benché molto somiglianti nei tratti somatici, si muovono completamente estranei tra loro, isolati nei propri rispettivi corpi, nelle proprie emozioni; dalla figura femminile non traspare istinto materno, ma solo amore per il proprio corpo, esposto nudo come una venere, distesa in posa su un letto. L’incomunicabilità delle due figure nude sfocia poi in avvicinamento, solitudine alla ricerca di conforto nel rapporto fisico. Dalla perdita di pudore e moralità si giunge al ribaltamento dei ruoli, in un finale dove la donna, femme fatale in abito rosso, impugna una spada affermando il suo potere sull’uomo: la più attuale delle ipotesi per dar vita alla vicenda giorgionesca in contesto odierno, attribuendone un prima e un poi. Compagnia: Anagoor Titolo: Tempesta (anteprima regionale) Segnalazione Speciale Premio Scenario 2009 Interpreti: Anna Bragagnolo e Pierantonio Bragagnolo Regia: Simone Derai Studio del movimento : Simone Derai, Anna Bragagnolo Riprese video: Marco Menegoni, Moreno Callegari, Simone Derai Montaggio e regia video: Simone Derai, Marco Menegoni Suono: Marco Menegoni, Simone Derai, Moreno Callegari Canti e voce: Paola Dallan, Marco Menegoni Consulenza storica ed iconografica: Prof.Silvio D’Amicone Scrittura: Simone Derai, Eloisa Bressan Una produzione Anagoor, in coproduzione con Centrale FIES, OperaEstate Festival Veneto, Regione del Veneto Durata: 45 min.
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