Terza GIORNATA DELLA XXIV EDIZIONE DELL’ ASOLO ART FILM FESTIVAL

Martedì 8 novembre

Finalmente, dopo lunghi pomeriggi piovosi, la giornata di martedì riserva un limpido sole autunnale agli spettatori dell’Asolo Art Film Festival. Ma temperature miti e una calda luce poco novembrina, oltre allo splendido borgo medioevale di Asolo, rappresentano il felice contorno di una manifestazione entrata ormai nel vivo della XXIV edizione.

Il densissimo programma viene aperto da The house of drums, documentario che mira a spiegare il rapporto fisico che gli artisti giapponesi hanno con l’arte; in particolare i suonatori di “noh” e “kabuki” sembrano in balia dei loro strumenti ed ispirano la vita di alcune famiglie verso tradizioni creative sorprendenti. Si prosegue con il brevissimo cortometraggio Omaopa, antologia dell’ossessione di servire gli altri ad opera dell’olandese Jacolijn Verhorf.

Dopo una breve passeggiata in compagnia del poeta John Burnside con Flight into reddness, Manuele Cecconello si avvicina al tentativo di definire il processo creativo dell’arte, sperimentando in Ritratto a settembre linguaggi visivi diversi ed integrandoli con gli elementi del giardino del suo studio. Una breve biografia sul compositore estone Toivo Tulev, Sound, not noise, riporta l’attenzione sulle importanti differenze tra suono e rumore e le indispensabili presenze dei silenzi nelle sue composizioni.

L’intensa mattinata prosegue con due documentari all’insegna della natura e della tradizione. “Sona su la torns” C’è musica sulle torri, dell’italiana Margherita Detomas, descrive un emozionante pomeriggio di un concerto ad alta quota, mentre Restoration of epic proportions: Nishi Honganji Goeido racconta lo scrupoloso restauro della Goeido Hall, un capolavoro di 370 anni fa nella città di Kyoto, riconosciuta come una delle più grandi strutture in legno del mondo. L’opera descrive come le moderne maestranze emulino la secolare abilità degli artigiani del periodo Edo.

In conclusione della prima parte di giornata, due interessanti produzioni dell’inglese National Filma and television School: l’ispiratissimo e sottile cortometraggio animato Lightman, dove un buffo omino impaurito dal buio cerca di costruire in casa un “sole” fatto di lampadine, metafora delle inquietudini del mondo moderno; e After, corto in cui astratte composizioni in plastilina evolvono in figure antropomorfe. Spetta alla performance belga di Solo portare a compimento la prima tranche di proiezioni: la coreografia sonora di una danzatrice animata da un piano e dagli stessi rumori da lei prodotti.

Si riprende nel pomeriggio col A belated premiere, documentario sulla vita di Alexander Shiriaev, prima persona al mondo ad unire un sistema di insegnamento unico a danze folcloristiche russe. Ma l’evento speciale della giornata è la proiezione del primo film sonoro di Sergej Eizenstein, Romanza sentimentale, girato in Francia nel 1930 con la collaborazione di Grigorij Aleksandrov ed espressione della poetica del grande regista russo (“Immagine e sonoro non devono coincidere..ma seguire il principio del contrappunto”). A seguire, Romanza sentimentale 2000, due microcicli di film-canzone, sullo stesso genere popolare e dimenticato del film di Eizenstein, realizzati in occasione del centenario del cinema russo.

Il programma prosegue all’insegna delle biografie d’artista con tre documentari su autori molto diversi. Getullio Alvani – Saper fare le cose racconta la poetica di uno dei grandi esponenti dell’optical art; Lev Kebrbel le sculpteur de Lenin ripropone un’interessante intervista allo scultore le cui opere hanno immortalato i più importanti personaggi del comunismo, mentre New York is my dog mostra una raccolta di conversazioni con Jonas Mekas, artista d’avanguardia.

Concludono le proiezioni pomeridiane Ceruleum, un documentario che tenta di mostrare il procedimento dell’impulso creativo e Nouvelles vies, uno sguardo su alcuni registi giapponesi in grado di realizzare film con risorse estremamente limitate. The rise of Apollo e Villa dei misteri, nel palinsesto serale, raccontano rispettivamente della Galleria di Apollo, nel cuore del Louvre, riaperta dopo tre anni di restauro, e di una metafisica villa, punto d’incontro tra artisti, il cui accesso è permesso purchè si certifichi la propria morte.

La giornata termina con tre brevissimi cortometraggi della sezione Cinema d’autore: la sfida dell’erotismo ed una biografia, The escape from the body – Sever Frentiu, su una delle figure più importanti della pittura rumena dell’ultimo decennio. Il corto Luce si interroga sul rapporto di una donna col suo desiderio, il finlandese Tribe ci conduce nei meandri tra amore, odio e potere, mentre Cross del greco Kakavas mostra un pittore, Yannis Tzermias, e la sua musa.