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In Concorso "Oltre le regole - The Messenger" di Oren MovermanL’ultima tragica notiziadi Marta Martina "Che cosa ce ne facciamo del dolore?" - si chiederanno.
Il più giovane porta una vistosa ferita sotto l’occhio. E’ tornato in patria da eroe ma internamente si sente un fallito perchè ha messo in pericolo la sua unità. Scosso dalla guerra, profondamente affranto con gli occhi persi di chi ha visto la crudeltà in volto, si ritrova a fare l’angelo della morte. Verrà affiancato da un fintocinico.
Verrano ritenuti colpevoli, perchè in questi casi il relata refero non funziona per niente.
Compito arduo quello del messaggero di Moverman. Woody Harrelson e Ben Foster si ritrovano insieme a dare brutte notizie. Sono due soldati, due uomini che suonano alle porte, bussano sulle zanzariere, ciondolano in silenzio sotto i portici bianchi delle case con il vessillo americano sventolante e consegnano una bandiera piegata, recitano una formula sterile dicendo a genitori, mogli e mariti che il loro caro è caduto in battaglia, al fronte, in Iraq. Si muoveranno in macchine fredde senza mai chiedere indicazioni, non parleranno, non saluteranno, non cambieranno di una una virgola la formula impartita dal ministero: è il protocollo. Un rigido cerimoniale che bandisce ogni contatto fisico. Ingessati nelle loro uniformi, con le stelle ben in vista, gli occhiali da sole ben calzati e le labbra serrate in un ghigno di dolore inenarrabile reciteranno e impersonificheranno la distanza. Verrano presi a sputi, a calci, a pugni. Una di loro (Samantha Morton) stringerà la mano e diventerà amata. Scossa dal dolore e paralizzata nel reagire dimostrerà dignità e profondità d’animo e stregherà il giovane soldato. Grandissimo Woody Harrelson, truce quanto basta, freddo ma allo stesso tempo pieno di umanità, di rispetto per questa ultima missione da compiere gonfio di riconoscenza nei confronti di chi giace ormai sotto la terra fredda. Idem per Ben Foster, il giovane dilaniato che rompe spesso il protocollo, abbraccia le vittime e se ne innamora. Un film secco, spledidamente girato (con momenti di vitale cameratismo) e ancor meglio interpretato, dove due uomini intrisi nel dolore più atroce faranno a pugni con l’angoscia che scuote le viscere. Un film naturalmente pacifista, pieno di rispetto per l’esercito e quello che rappresenta (il regista israeliano Moverman viene da quattro anni di leva obbligatoria), supportato dalla Us Army che ha letto lo script e incoraggiato la produzione del film (che in Italia sarà distribuito da Lucky Red). Il ferito, l’eroe. Qui non si parla di ritorno a casa, non c’è il discorso sulle condizioni del reduce abbandonato a se stesso. Qui aleggia il tono funereo di Arligton, la trenodia per i soldati caduti che con il loro peso ingombrante dovrebbero far riscrivere le regole. "Dovrebbero trasmettere ogni funerale a reti unificate" ha sostenuto Moverman in conferenza stampa, e forse tutto questo cesserebbe. Lucido nell’afferrare i sentimenti degli uomini (il pianto messo in scena è magistrale), Moverman dirige una delle più belle coppie del cinema degli ultimi anni, una delle coppie più tragiche che il cinema contemporaneo di guerra abbia mai restituito. Una lezione di dignità e rispetto, tra sbronze e giri in macchina, tra donne e sorrisi abbozzati meritevoli di premio. Titolo originale: The Messenger Nazione: U.S.A. Anno: 2009 Genere: Drammatico, Guerra, Romantico Durata: 105’ Regia: Oren Moverman Sito ufficiale: www.themessengermovie.com Cast: Ben Foster, Jena Malone, Eamonn Walker, Woody Harrelson, Yaya DaCosta, Portia, Lisa Joyce, Steve Buscemi, Peter Francis James, Samantha Morton, Paul Diomede Produzione: Good Worldwide, All the Kings Horses, Reason Pictures Distribuzione: Lucky Red Data di uscita: 16 Aprile 2010 (cinema) Nomination Oscar 2010
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