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"The Road" di John HillcoatLa strada per non perdere la propria umanitàdi Fabrizia Centola
Sulla strada, un uomo e un bambino sospingono nelle tenebre un carrello. Le poche cose del passato, l’essenziale per il presente. Anni prima, un’apocalisse d’origine incerta ha oscurato il sole e sterilizzato il mondo. Non un animale, non un filo d’erba. Un mondo ormai morto; freddo e silenzioso, umido di acque scure senza vita e carico di terrore. Resta solo il presente, breve, minacciato dalla ferocia dei sopravvissuti: lupi affamati, padroni di schiavi, falangi armate; e del passato, i ponti, le case, i tralicci, le carcasse delle automobili, e le strade. Spazi appoggiati su un paesaggio senza vita, ma ancora capaci di contenere tesori di sopravvivenza: qualche scatoletta di cibo, una coperta sottratta a un cadavere mummificato o un temporaneo ricovero in un’auto arrugginita.
Senzatetto e affamati, l’uomo e suo figlio, hanno come unica protezione gli strati sporchi e consunti dei vestiti e una pistola con due colpi in canna. Sono diretti a sud: una meta incerta ma che dà uno scopo e una speranza.
Cormac McCharthy compone una favola nera (premio Pulizer 2007), profonda e rivelatrice. Distilla con una prosa asciutta e cupa un legame d’amore totale che trae forza dall’esistenza dell’altro. Racconta un dopo, lontano dalle spettacolarità della catastrofe. Fonda la speranza, sull’assenza di speranza, e pervade di poesia la realtà estrema di un mondo senza luce. Riflette sul futuro di un’umanità ormai ridotta a due semplici categorie: i buoni e i cattivi; e dà forma al dopo.
Aspra e ansiogena, la trasposizione cinematografica di John Hillcoat (La proposta), si avvicina con forza alle immagini evocate da McCarthy. Viggo Mortersen è il padre, Kodi Smit-McPhee il figlio e Charlize Therton la madre, la donna amata che popola i sogni di un uomo che non si arrende. Un’ottima prova d’attori. L’amore prende forma con uguale dignità: la scelta di morire della madre e la scelta di vivere del padre. Il film trae la sua forza da una regia che traduce in immagini l’essenziale e l’elegiaco del romanzo. Rende con evidenza la distruzione e restituisce allo spettatore un’insopportabile fragilità. Il territorio della post-apocalisse è un puzzle di territori reali, estratti dal disastro di New Orleans, da zone colpite dal fuoco, dal degrado e dall’abbandono di un’economia in crisi. Piccole apocalissi, cucite per raccontare il viaggio, gli incontri (lo splendido cameo di Robert Duvall), la fuga e la speranza che conduce fino al mare. The Road abrade le nostre certezze e stilla con un impatto, a tratti insopportabile, l’inquietudine che abbiamo per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Ma non solo: anima sequenze inquietanti e famigliari, che fanno parte del nostro presente e che sono appartenute al nostro passato. Padre e figlio sono due senzatetto, privi di tutto, erranti, che cercano cibo tra i rifiuti; la differenza è solo che il loro sguardo non può posarsi su uno spazio adiacente in cui è possibile cibarsi, riscaldarsi e sentirsi sicuri; e tra i corpi di quel che resta di uomini e donne chiusi nel sotterraneo di una villa, per saziare gli uomini lupo, ritroviamo le Notti e nebbie dei campi di sterminio. Una profonda inquietudine si insinua sottopelle: dalle pagine del libro di Corman McCarthy al film di John Hillcoat. Titolo originale: The Road Nazione: U.S.A. Anno: 2009 Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller Durata: 119 Regia: John Hillcoat Sito ufficiale: http://www.theroad-movie.com/ Cast: Charlize Theron, Viggo Mortensen, Guy Pearce, Robert Duvall, Garret Dillahunt, Michael K. Williams, Molly Parker, Kodi Smit-McPhee, Brenna Roth, Jeremy Ambler, Bob Jennings, Jack Erdie, Aaron Bernard Produzione: 2929 Productions, Chockstone Pictures, Nick Wechsler Productions, Road Rebel Data di uscita: Venezia 2009 28 maggio 2010
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