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The Village di M. Night ShyamalanL’inquietudine nella propria casadi Livia Bidoli The Village, è un film strano che racconta di un altro tempo, quasi sconosciuto e ricorda tanto i primi insediamenti americani del 1622, dopo lo sbarco in Virginia (il film è girato nei dintorni di Philadelphia) dei padri pellegrini in fuga dall’Inghilterra di Giacomo II.
Shyamalan affronta sempre delle tematiche più o meno scottanti e prima di tutto il paranormale (The Sixth Sense, Unbreakable), analizzando a fondo, attraverso traiettorie inquietanti, il rapporto dell’uomo con i suoi fantasmi, le sue paure. In questo villaggio dove gli uomini vivono in una dimensione a-violenta, dove l’unica presenza di rottura fra gli uomini è rappresentata dalla follia di Noah Percy (Adrien Brody), si insinua il male, il rosso delle bacche è il suo alter ego riconoscibile da tutti gli abitanti, terrorizzati dall’avvicinarsi di “esseri innominabili” provenienti dal bosco. Questi esseri che vivono nella foresta in cui nessuno si avventura mai e le cui frontiere ben delimitate è vietato oltrepassare, minacciano la piccola comunità che si chiede quale sia la motivazione che li spinge, nonostante i rispettati divieti. Di questo film, il cui nucleo tematico centrale è stato appena riassunto, si notano tre personaggi principali ed agenti, ovverosia che modificano con le loro azioni il procedere della storia: Ivy Walker, la figlia dell’anziano fondatore Edward Walzer alias William Hurt, lui anche protagonista e Lucius Hunt (Joaquin Phoenix), di cui lei è innamorata ricambiata. Ivy (edera, che ne ricorda una velenosa in Batman, Poison Ivy) è cieca, e si comporta come un ragazzo, corre, gioca come loro ed ai loro giochi, è forte e veloce, raccoglie tutte le caratteristiche di un’eroina moderna femminile, ricorda molto le donne pirata per le sue doti fisiche essendo però innocente e ingenua a livello di carattere. William Hurt, il padre di Ivy è un uomo riflessivo, consumato dalla passione per Alice Hunt (Sigourney Weaver), madre di Lucius, e che non tocca mai proprio per quella paura di esprimere il desiderio segreto che Lucius ha tanto bene identificato con la frase ”in questo villaggio tutti hanno dei segreti, e li nascondono, lui non ti tocca mai, è molto ben attento a non farlo”: l’atto mancato, paradigma psicologico per eccellenza nei film dei surrealisti, ritorna prepotente anche nel rapporto fra Lucius e Ivy. Lucius stesso nasconde il suo amore per Ivy da quando era bambino, arrivando a dichiararglielo solo spinto dalla pressione di lei. La difficoltà ad esprimere le proprie passioni che conflagrano nell’aggressione di Lucius da parte di Noah, innamorato di Ivy, è il tema costante: il rosso mancante, come gli altri atti tanto desiderati, esplode ora come colore di sangue, di paura, di terrore. Di questo film il percorso è apologetico e segue una trama che si dipana secondo delle configurazioni politiche in senso lato, come scelte esistenziali legate ai progetti umani ed ognuno potrà desumerne i suoi o magari nessuno. Ecco perché la trama del film deve arrivare ad essere sciolta solo fino ad un punto tale in cui gli spettatori possano operare liberamente ed emozionalmente, durante la lettura finale, di cui ho raccontato solo l’epilogo necessario ad acquisire una strumentazione minima per discernerla. Regia: M. Night Shyamalan Sceneggiatura: M. Night Shyamalan Fotografia: Roger Deakins Scenografia: Tom Foden Costumi: Ann Roth Musica: James Newton Howard Montaggio: Christopher Tellefsen Usa, 2004 Durata: 107’ Prodotto da: M. Night Shyamalan, Scott Marcin, Sam Mercer Distribuito da: Buena Vista International Interpreti: Ivy Walker: Bryce Dallas Howard Edward Walker: William Hurt Lucius Hunt: Joaquin Phoenix Alice Hunt: Sigourney Weaver Noah Percy: Adrien Brody
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