VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"The final cut" di Omar NaimIl finale tagliatodi Giacomo Sebastiano Pistolato La vita come un film: le scene peggiori finiscono nel cestino
Ognuno porta con sé il ricordo delle esperienze vissute, dei sentimenti, dei dolori che compongono la propria esistenza. È un’interpretazione soggettiva, non di rado diversa dalla realtà, ma che contribuisce a fare di noi quello che siamo e ciò che le altre persone pensano e vedono in noi. Ma se in futuro ci fosse la possibilità di manipolare la memoria, tralasciando eventi tristi, spiacevoli o addirittura criminali, per mettere in evidenza solo i momenti più significativi di tutta una vita? È quello che accade in "The final cut" con l’invenzione di un chip, biointegrato nel cervello umano, in grado di registrare immagini e suoni direttamente attraverso la vista e l’udito di chi ne è in possesso. Così, quando una persona munita di chip muore, centinaia di miglia di ore di vita vengono, su richiesta dei familiari del deceduto, setacciati, ordinati e riassunti da un "montatore" (attraverso un marchingegno denominato "ghigliottina"), il quale ha il compito di ricavarne un film da mostrare a parenti ed amici durante le esequie. Ma le vite comuni non sono tutte rose e fiori, si potrebbe dire, e i segreti che nascondono possono far gola a più di qualcuno. Presentato al Festival di Berlino di due anni fa, il film di Omar Naim nasce su presupposti più che mai attuali. In una società dominata e plasmata dalle immagini, dove la realtà è sempre più quella virtuale suggerita dalle televisioni e da altri media e non quella vissuta direttamente, la possibilità di filtrare e depurare l’anima e la storia delle persone non può che rivelarsi una delle tante sfaccettature di un processo più vasto. Se, infatti, i ricordi personali possono essere blanditi da un’univoca e posticcia rappresentazione di essi, cosa impedirebbe a chi ha il potere di strutturarne il contenuto di attuare una "revisione" della Storia nel senso più generale del termine? In realtà, "The final cut" si ferma un po’ prima di queste considerazioni, anche se nella prima parte riesce a ben proporre interrogativi etici e possibili modificazioni sociali derivate da un’invenzione del genere. Purtroppo però, alla perizia tecnica ed alla curiosità morale proposta nei primi quaranta minuti della pellicola, corrisponde, nella seconda parte, una deviazione verso una trama gialla superficiale e frammentaria, che svilisce le buone intuizioni presenti nella sceneggiatura. Ma forse anche le parti di questo film che potevano far riflettere maggiormente sono state relegate nelle scene tagliate in favore di una visione hollywoodiana "per tutti" (i nonpensanti)… Titolo originale: The final cut Nazione: Canada, Germania Anno: 2004 Genere: Thriller Durata: 105’ Regia: Omar Naim Sito ufficiale: www.finalcutfilm.com Sito italiano: www.eaglepictures.com Cast: Robin Williams, Mira Sorvino, James Caviezel, Mimi Kuzyk, Thom Bishops, Stephanie Romanov Produzione: Lions Gate Films Inc. Distribuzione: Eagle Pictures Data di uscita: 13 Maggio 2005
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |








