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"Tokyo blues, Norwegian wood" DI Haruki MurakamiUno spartito esistenzialedi Francesca Neri Corrono le note di Norwegian Wood mentre Toru, il protagonista del romanzo, viaggia in aereo e ricorda Naoko, rievocando il loro amore imbevuto di morte.
Se l’inchiostro fluisce dai ricordi, la musica fa riemergere le immagini, i profumi e i suoni custoditi nella memoria. Così i frammenti del passato danno voce a una narrazione scritta come uno spartito musicale.
L’intera storia è scandita dalle canzoni dei Doors, di Bill Evans, di Miles Davis, interpreti delle emozioni del protagonista, del suo mondo interiore, denso di voragini ma anche di speranze. Ogni cosa è sospesa tra la vita e la morte, tra solitudine e legame. Toru ripensa ai giorni in cui, non ancora ventenne, camminava per le strade di Tokyo con Naoko ed entrambi restavano in silenzio. Forse i due non sapevano cosa dirsi, o forse avevano paura che parlando avrebbero svelato alla città il segreto che li teneva sospesi in mezzo alla folla: il ricordo della tragedia che li travolse all’età di diciassette anni. Da allora qualcosa si ruppe irrimediabilmente in Naoko, rendendola incapace di vivere nel mondo reale come gli altri. Toru allora si interrogava sul modo migliore di starle vicino, per aiutarla e capirla. Tutto stava sospeso… Tokyo Blues racconta tante storie: narra la relazione difficile ma delicata tra due ragazzi e parla anche di una solitudine così vera e totale da impedire quasi di sfiorare qualcuno semplicemente perché si è consapevoli di non poterlo fare. Parla di un amore totalizzante anche se appena accennato, fatto di risate e di ripicche infantili, tra le note di Jim Morrison che canta "People are strange". Parla della vita e delle morte, di come queste non siano in antitesi, ma siano indissolubilmente l’una parte dell’altra. Narra la storia di persone che scelgono di smettere di vivere, lasciando in chi rimane il peso delle domande e delle responsabilità. Parla di lucciole in un barattolo, di lunghe passeggiate, di rivoluzioni sessantottine e di cetrioli con la salsa di soia. Come un giovane Holden, nel corso della narrazione, il protagonista del romanzo si ritrova continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o di poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un personale senso morale che lo spinge a rigettare tutto ciò che sa di finto. L’autore ha voluto descrivere il protagonista in quel periodo della sua vita in cui il disagio esistenziale si è sublimato in metamorfosi e crescita. Il percorso di dolore e di solitudine narrato lungo il corso del romanzo, porterà Toru a diventare un adulto capace di decidere autonomamente la strada da percorrere: una strada dove i piccoli eventi, come la quotidianità di una relazione o la ripetitività delle azioni, costituiscono l’anima di una vita completamente autentica. H. Murakami, Tokyo blues, Norvegian wood, Torino, Einaudi, 2005, pp.379, €9.00
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