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"Touring the Angel" dei Depeche ModeTutto esaurito per l’unica data italiana del tour dei Depeche Modedi Raffaella Lancia Lo stadio Olimpico, pieno in ogni ordine di posto, è stato la cornice di un concerto piacevole in cui Dave Gahan e soci si sono esibiti proponendo le hits dell’ultimo album alternandole con i grandi successi del passato.
Ad intrattenere il pubblico prima del concerto dei Depeche Mode c’erano i Franz Ferdinand che, autori di una buona esibizione, riescono a coinvolgere gli spettatori con Do you want to. Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher salgono puntuali sul palco, costruito come se fosse il luogo prescelto da navicelle e astronavi spaziali sia per lo sbarco sul pianeta Terra sia per l’immediata dipartita subito dopo il termine dell’esibizione. Il resto della scenografia è costituito da sei grandi fari – angeli e sei maxi – schermi che riflettono, alternandole, immagini del concerto con montaggi rapidi, quasi fotografici, e i simboli cari al gruppo: lampadine, chitarre, angeli, corone e cappotti regali. Unica pecca del palco i due schermi laterali, troppo piccoli per soddisfare le esigenze di uno stadio grande come l’ Olimpico di Roma. I Depeche decidono di aprire il concerto con A pain thap I’m used to, prima canzone e secondo singolo estratto dal nuovo album Playing the angel. Dave Gahan, pantaloni e gilet neri, inizia a muoversi con grande ritmo e passione sul palco tanto che il pubblico sembra essere in visibilio già su Suffer well. Martin Gore, sempre perfetto anche da un punto di vista vocale, offre una grande interpretazione di Home che, seppur lievemente variata, mantiene inalterati gli effetti suggestivi. I brani che maggiormente riescono a coinvolgere il pubblico, che dimostra così di apprezzare canzoni vecchie e nuove, sono: John the Revelator, Personal Jesus e Enjoy the Silence. Acclamati dagli spettatori, i membri del gruppo salgono nuovamente sul palco per proporre tre bis: il primo, Understand me, è magistralmente interpretato da Martin Gore; il secondo, Photographic, anche se dotato di grande ritmo, non appare convincente; e il terzo Never let me Dow again, chiude adeguatamente l’esibizione romana della band. Il pubblico sembra però non essere ancora soddisfatto e tenta, inutilmente, di persuadere i Depeche Mode a salire nuovamente sul palco. Il concerto presentava due nei: la mancanza di collegamenti tra un brano e l’altro, aventi interruzioni buie e senza continuità, e la scarsa loquacità di Dawe Gahan, che ha preferito interagire con gli spettatori solo attraverso la musica. Per il concerto dei Depeche Mode sono state queste due mancanze a determinare la differenza tra un bel concerto e un grande concerto. Fet list 1) A pain thap I’m used to 2) A question of pine 3) Suffer well 4) Precious 5) Walking in my shoes 6) Straight to the will 7) Home 8) Doesn’t matter 9) In your room 10) Nothing’s impossible 11) John the revelatory 12) I fell you 13) Behind the wheel 14) World in my eyes 15) Personal Jesus 16) Enjoy the silence Bis 17) Understand me 18) Photographic 19) Never let me down again.
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