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"Tra la terra e il cielo" di Giorgio Barberio CorsettiRappresentare la finzionedi Matteo Signa “Tra la terra e il cielo” è l’ultimo lavoro di Giorgio Barberio Corsetti scritto dallo stesso regista romano con la collaborazione alla drammaturgia di Giampiero Rappa. Diretti dallo stesso Corsetti, in scena Federica Santoro, Filippo Dini, Andrea Di Casa, Fiora Blasi Al centro del racconto la giornata di quattro personaggi: un uomo e una donna, arrivati e pieni di certezze, e un ragazzo e una ragazza, agli inizi della loro lotta per la sopravvivenza, pieni di insicurezze.
Quello di Corsetti sembra essere un vero e proprio gioco finalizzato a svelare al pubblico le finzioni della rappresentazione. Dopo averla già sperimentata in un precedente spettacolo, il noto regista teatrale riutilizza la tecnica del chroma-key usualmente impiegata nel linguaggio televisivo e cinematografico per ambientare soggetti e oggetti su sfondi virtuali. Gli spettatori presenti, a livello visivo, sono complici del “montaggio in diretta” che avviene sotto i propri occhi. Tutti gli effetti vengono svelati senza lasciare sospeso alcun dubbio. Lo spazio scenico è diviso in due: da una parte un set in campo blu per le riprese video, dall’altra uno schermo bianco. Nella parte blu una telecamera riprende gli attori sul fondo neutro, che poi elettronicamente sono immessi nell’immagine di scenografie varie, create in modellini e riprese a vista. Sullo schermo è proiettato il risultato della sovrapposizione. Gli attori potranno così recitare anche davanti allo schermo dialogando con l’immagine dei propri partner, o direttamente con loro nel blu. Dunque nello stesso tempo lo spettatore può vedere gli attori in azione, l’elaborazione del modellino e la sovrapposizione delle due immagini nello schermo. Questo continuo rimbalzo tra immagini vere e immagini riprodotte, tolta qualche trovata originale, rischia di stordire il pubblico. La tecnologia dovrebbe svolgere un ruolo di supporto al tema trattato: l’eterna lotta tra il bene e il male, tra la terra e il cielo. Nei fatti, però, gli elementi formali hanno il sopravvento sui contenuti che vengono oscurati nonostante il loro forte peso. Buone le interpretazioni degli attori che rivestono diversi ruoli. Questo ulteriore elemento contribuisce a creare un movimento continuo di presenze metafisiche la cui forza si manifesta (volontariamente) nell’immaginario virtuale e non nella dimensione “reale”. Lo scopo finale dell’opera sarebbe quello di offrire risposte sul perché sia possibile la presenza del male nella vita dell’uomo. Il cortocircuito tra presenze e immagini è, però, talmente forte da creare un black-out nella mente del pubblico. "Tra Terra e Cielo" di Giorgio Barberio Corsetti Dal 15/11 al 18/11 Teatro Studio ore 21 19/11 Teatro Studio matinée per le scuole ore 11 Auditorium Parco della Musica, viale Pietro de Coubertin - Roma Fondazione Musica Per Roma
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