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Trieste Film Festival 2009Al via la 20.ma edizionedi Alessandro Cuk Questa’anno è un appuntamento particolare per il Trieste Film Fest che compie vent’anni e dal 15 al 22 gennaio 2009 si svolgerà un’edizione particolarmente ricca con circa 150 titoli, molti dei quali in anteprima internazionale e nazionale, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari in concorso, retrospettive, omaggi, nuove sezioni dedicate a specifiche cinematografie dell’Europa centro-orientale, serate a tema ed eventi-concerto. L’importante anniversario festeggiato dal festival, sempre condotto dalla Direzione Artistica di Annamaria Percavassi, coincide con una ricorrenza epocale della nostra Storia recente: i vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, evento che ha segnato i nuovi assetti dell’Europa e del mondo intero, anni densi di trasformazioni di cui Trieste Film Festival è stato osservatorio privilegiato e luogo fecondo di scambio e incontro tra Est e Ovest. Alla caduta del Muro sarà dedicata una specifica riflessione nella serata di domenica 18 gennaio, quando il Teatro Miela ospiterà l’evento speciale “Tracce di Muro”: dopo la proiezione di tre film, selezionati per il festival da Elfie Reiter, la serata culminerà con Sonata a Kreuzberg - Protezione scoppio e nuova fuga nella Berlino dei muri, spettacolo di Massimo Zamboni in esclusiva per il festival. Tra le novità di questa 20.ma edizione spicca Eastweek - nuovi talenti, grandi maestri, progetto curato da Elena Giuffrida che coinvolge le accademie di cinema dell’area CEI e prevede l’arrivo di molti giovani dell’Europa centro-orientale per assistere alle masterclass pubbliche sulle tecniche di regia, sulla recitazione e la sceneggiatura, che riporteranno a Trieste importanti cineasti dell’area. Il notissimo attore e regista polacco Jerzy Stuhr terrà la masterclass “Il percorso di un film d’autore” (venerdì 16 gennaio), mentre, sabato 17, Andrzej Zulawski torna al festival con l’incontro “Conversazioni con il cinema” e la celebrata regista ungherese Marta Meszaros parlerà de “Le registe dell’Europa orientale” (domenica 18). A conclusione delle tre giornate, lunedì 19 gennaio, saranno proiettati i film di diploma di Roman Polanski, Wim Wenders e Martin Scorsese nell’incontro di Dinko Tucakovic “Da studenti di cinema a registi di culto”. L’evento speciale d’apertura è Filth and Winsdom (Oscenità e saggezza), film che segna il debutto dietro la macchina da presa della popstar più famosa al mondo, Madonna, che non è uscito nelle sale italiane. Un’occasione unica per il pubblico del festival triestino per vedere questo film visionario e ironico che vede protagonista Eugene Hütz, il front-man della ‘gipsy-punk’ band dei Gogol Bordello, che firmano gran parte della colonna sonora. Le tre sezioni competitive del festival, come ogni anno, cercheranno di documentare e interpretare i segnali di tendenza più originali provenienti dai paesi dell’Europa centro orientale, a partire dal concorso dei Lungometraggi che presenta 12 opere in anteprima italiana. Come di consueto, molto articolata la provenienza delle pellicole in concorso: Polonia, Germania, Ungheria, Grecia, Repubblica Ceca, Austria, Ucraina, Bosnia Erzegovina, Francia, Svizzera, Kazakistan, Russia, Serbia. Da segnalare, tra gli altri, la presenza del film Tulpan dell’esordiente kazako Sergey Dvortsevoy, che si è aggiudicato la vittoria nella sezione Un Certain Regard del 61° Festival di Cannes, oltre a numerosi altri riconoscimenti internazionali. Questa storia familiare di amori non corrisposti, con protagonista un giovane marinaio di ritorno nel suo villaggio nella steppa kazaka, approda la festival in prima italiana e anticipa di qualche mese l’uscita nelle sale italiane. Nel concorso lungometraggi anche il discepolo del grande cineasta ungherese Béla Tarr, Kornél Mundruczó che in Delta affronta il tema della vendetta in famiglia toccando anche quello dell’incesto. Atteso, poi, a Trieste il ritorno del ceco Petr Zelenka, considerato uno dei nomi più interessanti del cinema ceco degli ultimi dieci anni. Quest’anno Zelenka è in concorso con Karamazovi (The Karamazov), rilettura attualizzata del romanzo di Dostoevskij. In concorso anche il vincitore del Pardo per la migliore opera prima al Festival di Locarno nonché Premio Speciale della Giuria al Sarajevo Film Festival: in März (Marzo) di Klaus Händl, primo film del celebre drammaturgo austriaco, un intero paese vive sotto choc per il suicidio di tre adolescenti. Vanto del concorso anche la prima italiana del film che ha segnato il ritorno dietro la macchina da presa (dopo diciassette anni) del grande regista polacco Jerzy Skolimowski: Quattro notti con Anna è la storia di una ossessione, venata di surreale ironia e ambientata in una nevosa cittadina polacca. La sezione dei Cortometraggi, propone quest’anno 18 opere in pellicola prodotte negli ultimi due anni, con lavori provenienti da 15 Paesi dell’Europa centro orientale. Tematiche universali che si alternano a racconti più intimi, argomenti di grande attualità ma anche sguardi carichi di ironia e racconti surreali animano quest’anno la sezione. Al centro del lavoro di tanti giovani autori ancora la fotografia di un’Europa dell’est alla ricerca della sua identità. Si presenta molto corposa anche la sezione dei Documentari, riservata alle migliori opere provenienti delle aree di tradizionale interesse del festival, con un’attenzione rivolta anche alla più recente produzione italiana: i film in concorso sono tutti inediti per l’Italia. 15 quest’anno le opere in concorso a cui si affianca l’attesa proiezione fuori concorso del lavoro di Daniele Gaglianone “La guerra non ci sarà”: una serie di incontri e di viaggi in Bosnia-Erzegovina, fra storie e ricordi. Tra gli omaggi di quest’edizione, il proseguimento e l’ampliamento della rassegna avviata lo scorso anno sull’opera del grande cineasta Borowczyk, omaggio che avrà un seguito in autunno nell’ambito del festival triestino “I mille occhi”. Ma la ventesima edizione del festival sarà anche un’occasione per scoprire il cinema greco degli ultimi 10 anni, che restituisce l’immagine di un paese in profonda trasformazione. In queste produzioni si intravedono problematiche nuove legate al vivere quotidiano e alle recenti ondate di immigrati. Ci sarà anche un articolato omaggio a James Joyce: per il centenario dell’apertura del Cinematografo Volta a Dublino (che il mito vuole sia stato il primo in Irlanda) il festival ospita un grande evento intitolato “1909-2009: Da Trieste a Dublino – J. Joyce e il cinema Volta” dedicato all’impresa pionieristica di alcuni coraggiosi imprenditori triestini e dello scrittore irlandese. Un ulteriore importante anniversario è quello del centenario della nascita del regista triestino Giacomo Gentiluomo, cui è dedicata la terza tappa del progetto realizzato in collaborazione con l’Università di Trieste, a cura di Luciano De Giusti. Regista a lungo dimenticato, Gentilomo ha attraversato il cinema italiano affrontando i generi più diversi, dagli adattamenti letterari al cinema mitologico, dal mélo al biografico, passando per il documentario, in una continua contaminazione di registri e stili che hanno caratterizzato tutto il suo percorso artistico.
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