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Orizzonti "Tutto il bene del mondo" di Alejandro AgrestiRetorica ed eccessivo ottimismo nel nuovo lavoro dell"argentino Agrestidi Matteo Signa La storia narra di una donna a cui, durante la dittatura militare, è stato sequestrato il marito, mentre lei era incinta. La donna ha sempre creduto il marito morto, ma molti anni dopo viene a sapere che l’uomo è sopravvissuto e vive in un villaggio facendo il panettiere.
Sembra essere strano il destino del regista-scrittore-attore argentino, Alejandro Agresti, famosissimo in diverse parti del mondo ma in Italia ancora poco conosciuto. E" questo forse uno dei principali limiti di questo Festival. Ci chiediamo perché soltanto tre esponenti sudamericani sparsi fra le decine di titoli presenti a Venezia dal momento che in questi luoghi si stanno sviluppando una miriade di nuovi percorsi ed autori cinematografici, soprattutto in situazioni economiche piuttosto carenti. E’ stato il recente successo Valentin a rompere il muro di silenzio legato a questo regista.. Non è un caso che il giovane attore del precedente film, Rodrigo Noya, torni con una parte minore (è il figlio di un ex-militare che ora vive in questo villaggio). L"intera sceneggiatura sembra essere incentrata sull"impossibilità d"amare e dell"amore. Questo lo si percepisce soprattutto quando l"uomo, una volta incontrata la donna e le due figlie, rifiuta di parlare con loro poiché non ha nessuna voglia di ricordare il passato. Se ne vergogna. "E’ la vergogna e non l’amnesia - ha spiegato il regista - che impedisce all’uomo di riconoscere sua moglie e una figlia che non ha mai visto". I tentativi, però, delle tre donne di abbattere le resistenze dell"uomo e ricostituire una famiglia , spesso, risultano forzate e discontinue. Seguendo il semplice sviluppo della storia si ha difficoltà a giudicarlo positivamente non solo per la prevedibilità di certi dialoghi ma anche per una leggera definizione dei personaggi. Lo spettatore dovrebbe leggere tutto in chiave metaforica. Alla lontana captiamo uno grande sforzo da parte del regista di comunicare con il suo popolo, con gli argentini. "Cerco di far riflettere - dice Agresti - su come continuiamo a resistere senza smettere di amare e sentire la bellezza della vita, in mezzo a una realtà e a un passato che provano a distruggere l"essenza dei nostri sentimenti". Inevitabile il collegamento con il film-documentario presente alla Mostra nella sezione Cinema Digitale, "The Take " La Presa" in cui si racconta la storia di trenta disoccupati di Buenos Aires. Il direttore/produttore Avi Lewis (Counterspin)e la scrittrice/produttrice Naomi Klein (No Logo) ci propongono un"immagine dall"interno delle vite di ordinari visionari, e raccontano la lotta quotidiana per il proprio lavoro e la propria dignità. Titolo originale: Un mundo menos peor Nazione: Argentina Anno: 2004 Genere: Drammatico Durata: 92’ Regia: Alejandro Agresti Cast: Monica Galan, Julieta Cardinali, Carlos Roffe, Ulises Dumont, Mex Urtizberea Produzione: Alejandro Agresti Distribuzione: Medusa Data di uscita: Venezia 2004 - 19 Novembre 2004
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