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"UN CERTO SIGNOR G"Neri Marcorè e un certo Signor Gdi Michela Tosato Il Signor G di Giorgio Gaber e Sandro Luporini torna dopo oltre 30 anni sul palco del Toniolo per due serate sold out.
La stagione Comics & Dintorni organizzata da Venezia Spettacoli al teatro Toniolo di Mestre, iniziata con Benvenuti proseguirà dopo questa doppia serata con Marcorè con Geppi Cucciari, è davvero ricca e vede nell’intensissimo Un certo signor G sicuramente uno dei momenti più alti. Lo spettacolo è tratto dall’opera di Gaber ed dopo oltre 30 anni dalla sua nascita è portato sulle scene da Neri Marcorè che restituisce uno splendido esempio di teatro canzone, ibrido che ha ancora una forza e un potere coinvolgente enorme, capace di emozionare e dare al pubblico stimoli e spunti di riflessione sulla società moderna (che ha amaramente le stesse problematiche di un trentennio fa). Marcorè è uno dei più completi e capaci artisti italiani e in questa performance ne dà sicuramente prova: istrionico, misurato e coinvolgente non rischia mai di intaccare l’immagine e l’eredità di un personaggio come Gaber, ma lo restituisce con una interpretazione pacata e contemporaneamente emozionante. Neri su palco recita, canta e suona i timori, le ansie e le speranze di un certo Signor G, un uomo comunemente nevrotico e condizionato del nostro tempo, ma soprattutto vive e trasuda la forte poesia, melanconia e la forza rivoluzionaria del pensiero di un grande artista come Gaber, restituendo al pubblico non soltanto uno spettacolo ma quasi una filosofia di vita. Sono vari i brani e le tematiche toccate: la società, l’appiattimento culturale, l’informazione, il condizionamento sociale, la politica, l’integrazione, l’amore, il sesso. Insomma: la vita di tutti noi e di tutti giorni, vista ora con partecipata commozione, ora con lucida impotenza, ora con sognante poesia. Uno spettacolo efficace con ritmi e passaggi da un argomento all’altro che convincono e che non annoiano mai lo spettatore. La regia di Giorgio Gallione, le scene di Guido Fiorato (che quasi ricordano le piazze di De Chirico) e le luci di Aldo Mantovani contribuiscono a mantenere la narrazione sul filo dell’estraniante ma perfettamente comprensibile e a creare qualcosa di realmente tagliente e innovativo. Marcorè è accompagnato sul palco da due bravissime musiciste Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger (voci, piano, chitarra e fisarmonica). Uno spettacolo davvero interessante che oltre a rendere omaggio ad uno dei più importanti e alternativi artisti italiani, lascia allo spettatore una riflessione e la speranza che un mondo diverso (almeno nei pensieri di ciascuno di noi) sia possibile, un mondo in cui “fra la parola vivere e la parola aiutare non ci sia più differenza” e che “al centro di questo nostro mondo ci sia di nuovo l’uomo”.
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