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"UNA TOP MODEL NEL MIO LETTO" di FRANCIS VEBERTorna nelle sale italiane la comicità di Francis Veber, autore di recenti successi quali “La cena dei cretini” e “L’apparenza inganna”di Carla Mancini La commedia francese oltrepassa i confini nazionali con una coproduzione italiana (Gaumont – Kairòs) che ripete, seppur leggermente modificata, la ricetta di recenti successi, sconfinando ai limiti del déja vu.
Il regista di Una top model nel mio letto è Francis Veber che, da La capra (1981), passando per La cena dei cretini (2000), fino a Stai zitto, non rompere (2002), sfrutta l’ampia esperienza di sceneggiatore e autore di dialoghi per realizzare commedie dai tempi giustissimi, con la battuta sempre pronta e gli attori ideali. Il protagonista è il solito malcapitato che, ignaro della situazione creatasi intorno a lui, subisce gli eventi ma ne sfrutta le conseguenze nel migliore dei modi, adattando il nuovo contesto alla sua, fino ad allora, sfortunatissima esistenza. Il suo nome è François Pignon, lo stesso del sobrio ragioniere dell’impresa di preservativi de L’apparenza inganna interpretato da Daniel Auteuil, come dell’appassionato collezionista di fiammiferi Jacques Villeret ne La cena dei cretini. La ricerca di una formula ideale non è certo latente nei film di Veber. François Pignon è “un ometto perduto nella giungla d’asfalto della metropoli” ammette il suo vecchio interprete Auteuil; è lo stereotipo dell’uomo qualunque, che nessuno noterebbe se gli passasse casualmente accanto. A meno che non si decida a farsi vedere accompagnato da una top model della bellezza pari a quella di Alice Taglioni, giovane pianista, passata in pochi anni dai palcoscenici teatrali ai set cinematografici e televisivi. Una pura casualità, il ritrovarsi ripreso dallo scatto di un paparazzo accanto al miliardario Pierre Levasseur e la sua amante, porteranno la vita di François a seguire corsi inaspettati e a rimettere in gioco possibilità abbandonate da un senso smisurato d’insicurezza. La descrizione analitica dei sentimenti non è certamente il punto forte, né tanto meno lo scopo della regia di Veber che punta, piuttosto, sul succedersi incalzante degli eventi e delle battute. Le relazioni umane sembrano instaurarsi e interrompersi ad un ritmo forse ideale per una commedia, ma lontano da una qualsiasi forma di realismo: l’inutile Pignon diventa, in men che non si dica, amico fedele della bella top model; la donna che ha rifiutato la sua domanda di matrimonio, cambia idea in un lampo; e l’amore oscilla tra dichiarazioni appassionate e disilluse richieste di trasferimenti bancari. Il cast consta di elementi tutti nuovi quali Gad Elmaleh, perfetto nel Pignon di nuova generazione; la già citata Alice Taglioni e la nuova scoperta Patrik Mille, interprete dello spasimante della bella Virginie Ledoyen, dai modi così plateali da farle rimpiangere la discrezione del timido François. Ma si appoggia anche sull’affidabile presenza, oltre che dell’affezionato Daniel Auteuil, di Kristin Scott Thomas, ormai adepta del cinema francese, Richard Berry e la partecipazione straordinaria di Michel Jonasz e Michel Aumont. Titolo originale: La doublure Nazione: Francia Anno: 2006 Genere: Commedia Durata: 85’ Regia: Francis Veber Sito ufficiale: www.ladoublure-lefilm.com Cast: Gad Elmaleh, Alice Taglioni, Daniel Auteuil, Kristin Scott Thomas, Richard Berry, Virginie Ledoyen, Dany Boon, Michel Jonasz Produzione: Société des Etablissements L. Gaumont Distribuzione: Medusa Data di uscita: 12 Maggio 2006
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