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"Una scomoda verità" di Davis GuggenheimUn pianeta da salvaredi Giacomo Sebastiano Pistolato Siccità, alluvioni, uragani, animali che si estinguono, correnti marine che si bloccano, Poli che si sciolgono, mari che si innalzano, profughi, migrazioni e carestie. Tutte queste non sono che alcune delle conseguenze del riscaldamento globale (“Global Warming”). Tra le cause, invece, ce n’è una che sovrasta di gran lunga tutte le altre: la sconsideratezza dell’uomo. Così tra dieci anni potrebbe essere davvero difficile invertire la rotta, nel tentativo di preservare quel che resta dell’ecosistema in cui viviamo. Ma agendo subito, insieme, qualcosa può realmente cambiare.
Al Gore, candidato democratico alle presidenziali del 2000 – o “ex futuro Presidente” come lui stesso si definisce all’inizio della pellicola –, battuto per una manciata di voti, e con molte riserve, in Florida da George W. Bush, trasforma in celluloide il suo progetto di sensibilizzazione verso l’ambiente. Da anni Gore gira il mondo tenendo conferenze per illustrare al maggior numero possibile di persone gli effetti nocivi dei comportamenti ottusamente inquinanti dell’uomo. E uno dei canali migliori per diffondere proficuamente alcuni dati preoccupanti sul futuro del pianeta è senza dubbio quello cinematografico (insieme al mercato dell’home viedo). Attraverso schemi, grafici, immagini, filmati e animazioni computerizzate, Al Gore mette in scena una “lezione” di scienze ambientali, spiegando con chiarezza cos’è il riscaldamento globale, quali sono le sue cause, quali le conseguenze e cosa si può fare – o non fare – per decidere il nostro futuro. In un continuo intersecarsi di rimandi tra la vita dell’ex senatore per il Tennessee, le motivazioni che l’hanno spinto, fin da giovane, a sposare la difesa dell’ambiente (un mondo pulito in cui far crescere il figlio che ha rischiato la vita in un incidente; la morte della sorella per un cancro ai polmoni) e gli episodi catastrofici che, negli ultimi anni, confermano il pericolo verso cui stiamo andando incontro (dalle grandi alluvioni in India e Cina allo scioglimento dei ghiacci polari, dal mutamento delle abitudini di alcuni animali all’uragano Katrina), Una scomoda verità cerca di restituire l’idea che un cambiamento è possibile se si uniscono volontà politiche e prese di coscienza personali. Le questioni sollevate nel documentario di Davis Guggenheim – un passato da regista di serie televisive come E.R. alle spalle – sono inequivocabilmente di fondamentale importanza per tutti. È necessaria e doverosa una mobilitazione su larga scala per sensibilizzare soprattutto i più giovani sul senso di responsabilità e sulle conseguenze dirette delle proprie azioni. L’uomo non può continuare a sfruttare indiscriminatamente le risorse naturali dell’ecosistema in cui vive procrastinando all’infinito le decisioni per salvaguardarlo. Ma con pochi semplici gesti quotidiani, tutti possiamo contribuire ad invertire la rotta, a ridurre le emissioni di Co2, a risparmiare energia, a riciclare (vedi 10 semplici cose da fare). Anche se con alcune scelte discutibili, come quella di trasformare, poco oggettivamente, il volto di Gore nell’integerrimo paladino della giustizia ambientale, Una scomoda verità è un film necessario, che mette in tavola tutti gli elementi per far capire la gravità della situazione. Purtroppo per molti non sarà sufficiente, preferendo ancora una volta girarsi dall’altra parte e crogiolarsi in una comoda illusione. Titolo originale: An inconvenient truth Nazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Documentario Durata: 100’ Regia: Davis Guggenheim Sito ufficiale: www.uip.it/unascomodaverita Sito italiano: www.unascomodaverita.com Cast: Al Gore Produzione: Participant Productions Distribuzione: UIP Data di uscita: Cannes 2006 19 Gennaio 2007 (cinema)
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