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Una spaziale conversazione con l’astronauta Roberto Vittori, doppiatore d’eccezione in "Wall-E"La bellezza dello spazio e le sue pontenzialitàdi Ilaria Falcone Direttamente da Huston, dove si sta addestrando per la sua prossima missione, il Colonnello Roberto Vittori è giunto a Milano per la presentazione dell’uscita in DVD e Blu-Ray Disc di "Wall-E".
Roberto Vittori, orgoglio nazionale, astronauta dell’Agenzia Spaziale Italiana, nell’ultimo capolavoro d’animazione della Disney-Pixar, ha il ruolo da guest star come doppiatore: presta la sua voce a uno Steward Boat della navicella spaziale Axiom, dove si è rifugiata l’umanità in attesa che la Terra sia ripulita dagli accumuli montagnosi di spazzatura. Ci racconta: “All’inizio avevo rifiutato, poi conoscendo la storia di questo robottino, mi sono reso conto che aveva parecchie similitudini con la mia idea dello Spazio come futuro.” Vittori è stato l’unico italiano a volare sulla Soyuz. Ha viaggiato a bordo della navicella due volte, nel 2002 (la missione Marco Polo, per cui ha ricevuto la Medaglia d’oro al Valore Aeronautico dal Presidente della Repubblica Italiana) e nel 2005 con la missione Eneide (per la quale è stato insignito del riconoscimento di Commendatore della Repubblica Italiana). Attualmente è in addestramento alla NASA in vista della prossima missione spaziale internazionale, tra maggio e giugno, nel 2010. Vittori dovrebbe poi effettuare una missione di lunga durata nell’ambito degli accordi tra ASI e NASA, che garantiscono al nostro paese tre missioni brevi e due lunghe sulla ISS in cambio della fornitura italiana dei tre moduli logistici pressurizzati MPLM (Multipurpose Logistic Modules). Durante la conversazione scopriamo un lato tanto simpatico quanto schietto di Roberto Vittori, che ci stupisce, raccontandoci il percorso che lo ha portato a diventare astronauta; ci dichiara: “Non ho mai pensato, da piccolo, che sarei diventato un astronauta”; è arrivato a Milano per “condividere quello che la Disney ha rappresentato per lui”. Il nostrano eroe spaziale è cresciuto in un piccolo paese in provincia di Viterbo, Bomarzo. “Mia zia conserva ancora in soffitta un libro, tratto da un film Disney, che porto dentro di me, perché è stato una parte importante del mio sviluppo di bambino, un film e un libro che contengono un messaggio che ha avuto un’incidenza notevole nel mio futuro. Sto parlando di Bambi. Ho, spesso, nella mente l’immagine di Bambi, che, mentre il bosco è in fiamme, salta; fa un salto che è al limite delle su possibilità. E con questo salto io potrei ripercorrere la mia carriera” afferma Vittori. Veniamo a sapere, tra ostinata realtà e significative metafore, che, finito il liceo, si era iscritto alla facoltà di Fisica a Pisa. Poi, per caso, ha fatto il suo “salto” di Bambi, ha partecipato al concorso dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. “Ho saltato, e non è stato il primo salto che ho fatto nella mia vita. Durante il mio viaggio è arrivata anche la pallottola del cacciatore, sono caduto e mi sono rialzato. Ho sempre provato a saltare.” Salto dopo salto, nel 1998, diventa pilota dell’Agenzia Spaziale Italiana, nonostante lui stesso non avrebbe mai creduto di diventarlo. “Mi dicevo: io astronauta? Impossibile. C’ho provato e ho visto la Terra, ne ho visto la sua bellezza dallo Spazio, ho trasformato in realtà quello che era diventato un sogno. Un astronauta, quando è in orbita, resta senza fiato guardando la Terra, è come avere una vertigine da una torre alta 400 km”. Ha intersecato impegni e giocato con il tempo, per essere alla conferenza stampa per l’uscita in DVD e Blu-ray disc, per Wall-E, per lanciare e lasciare un suo messaggio: “Lo Spazio è il messaggio che vorrei lanciare come futuro per i nostri figli. Un messaggio che posso trasmettere anche grazie a Wall-E.” Insiste sul concetto che lo Spazio sia il futuro, anche perché aggiunge: “Esplorare è innato nell’uomo. Il salto di Bambi è il salto dell’umanità. Per questo, ripeto, lo Spazio è il futuro; credo che continueremo a esplorare lo spazio, in questo modo anche un po’ incerto, ma sempre con l’essenziale curiosità.”
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