VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"V FOR VENDETTA" James Mc TeigueFuturo (in)sostenibile o già visto?di Pierpaolo Simone Ricordate, ricordate Il Cinque Novembre La Congiura delle Polveri Non c’è alcun motivo perché debba essere dimenticata. Ambientato in una Gran Bretagna in preda al mal di terrorismo e governata da una strana forma di regime totalitario - ultima evoluzione del fu regime nazista - Evey (Natalie Portman) viene salvata da uno stupro notturno (mentre in tutto il regno vige il coprifuoco) da un uomo mascherato conosciuto semplicemente come V. Una lettera che rappresenta unicamente la vendetta, un sentimento che nasce (stando al film) ben quattrocento anni prima quando, Guy Fawkes, fu scoperto in un tunnel posto sotto il Parlamento inglese con trentasei barili di polvere da sparo, pronto a farsi esplodere e a spazzar via la corruzione e la tirannia di Giacomo I. Scoperti, i cospiratori saranno poi impiccati, sventrati e squartati. Ora, proprio in quel cinque novembre ricordato da tutto il regno come il Guy Fawkes day (il giorno della congiura delle polveri), un uomo e la sua maschera tenteranno di replicare lo spettacolo fallito quattro secoli prima. Al suono delle sinfonie di Tchaikovsky. Prescindendo da un’analisi filmica che non rileva niente di nuovo sotto il profilo della sintassi narrativa (come ricorda lo stesso regista il film si ispira al 1984 di Orwell e al Fahrenheit 451 di Bradbury), ma che ricalca piuttosto un genere già ben collaudato, la formula vincente di V per Vendetta (definito erroneamente coraggiosto e visionario) giace tutta nella lettura attenta e lucida dell’attualità. La fantascienza, sotto le mentite spoglie di una futuribile realtà, nasconde spesso un presente talvolta scomodo ed insidioso. Basta ricordare fra tutti L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel, il film che nel 1956 raccontava al mondo il pericolo alieno che giungeva dall’est (il comunismo, nda). Nel caso di V for Vendetta (non propriamente definibile fantascientifico), il simbolismo che ne conviene - creato dall’uomo e senza il quale nulla ha significato - è la risultante degli eventi più significativi degli ultimi anni. Dall’attentato di Londra allo scandalo ecclesiastico della pedofilia, dalla strategia della paura alla ricerca costante e ingenerosa del colpevole, il film di Mc Teigue pone interrogativi che legittimano posizioni - politiche e no - già avanzate. Attenti, però, alla trappola che (sot)tende: se, come abbiamo detto, il futuribile è la chiave di lettura del presente, si rischia di raggiungere l’omologazione (dello spettatore?) attraverso una rivoluzione bloccata sull’(in)estetismo dell’immagine e annullare di conseguenza la potenza di un film ben costruito. Ma al di là di facili sociologismi, la maschera di V (intellettuale erudito e scaltro) è il volto alienato della mercificazione. Volto che raffigura un sorriso che al contempo è sguardo sereno che uccide e impossibilità d’essere altro. La libera scelta, l’arbitrio che fa capolino nelle scene finali del film (quello scomodo binomio fra possibilità e necessità dell’assioma kierkegaardiano) è la rivoluzione silenziosa, composta e mascherata che l’io collettivo rivendica. Cos’è allora V for Vendetta ce lo dice un Hugo Weaving (la maschera) in viaggio senza vita verso il Parlamento inglese, in una metropolitana che, ben prima di esplodere, trasporta al suo interno il cadavere freddo dell’idea. V for vendetta Titolo originale: V for vendetta Nazione: U.S.A., Germania Anno: 2005 Genere: Azione, Fantascienza Durata: 120’ Regia: James McTeigue Sito ufficiale: vforvendetta.warnerbros.com Cast: Natalie Portman, Hugo Weaving, Stephen Rea, John Hurt, Stephen Fry Produzione: Warner Bros., Silver Pictures, Anarchos Productions Distribuzione: Warner Bros Data di uscita: 17 Marzo 2006 (cinema)
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





