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Fuori Concorso - Eventi "VIDA EN SOMBRAS" di Lorenzo Llobet GráciaAppartenere al cinemadi Francesca Vieceli Barcellona, anni Venti: il piccolo Carlos emette i suoi primi vagiti in un tendone dove i genitori erano entrati attratti da "Venite Signori e Signore, c’é una grande novitá: il Cinematografo, la fotografia in movimento!".
Da quel momento Carlos e il cinema crescono in parallelo: ragazzino affascinato dai primi film di Charlot accompagnati dal pianista, sogna già di diventare regista mentre chiede all’amico Luis: "Faremo un film vero?"; negli anni Trenta comincia a lavorare come cameramen, e contemporaneamente escono i primi film parlati.
Si sposa con Ana dopo averle dichiarato il suo amore durante una proiezione di Romeo e Giulietta di Cukor, e si arriva all’inizio della guerra civile spagnola: Carlos va a Madrid per fare delle riprese, e durante la sua assenza Ana viene uccisa per mano dei rivoluzionari. L’uomo cade in depressione schiacciato dai sensi di colpa per avere abbandonato la moglie inseguendo la propria passione lavorativa, e chiude la macchina da presa in un cassetto. Si arruolerà come corrispondente di guerra per dimenticare, e solo la visione del film Rebecca di Hitchcock, e l’amore di Clara faranno da catarsi riportandone alla luce la vena creativa. E’ una lunga dichiarazione d’amore al cinema quella del regista spagnolo Llobet Gràcia, che nel 1948 girò il suo primo ed unico lungometraggio da professionista. La vita del protagonista e la finzione cinematografica si intrecciano con continuità in una costruzione mirabile che non risente del passare degli anni, ma propone precocemente un tema che verrà poi sfruttato nei decenni successivi: il rapporto tra cinema e vita, realtà e rappresentazione della stessa. Ci si può dunque chiedere quale sia il fil rouge tra Vida en sombras e il Festival del cinema di Venezia, che lo vede tra gli Eventi Fuori Concorso nella sua edizione 2008, ma non è difficile intuire il senso di una tale scelta: il film è un omaggio al cinema stesso, percorso da idee moderne ed ansia di sperimentare. Non fosse per il bianco e nero e l’audio d’antan, alcune inquadrature potrebbero fare dimenticare l’età dell’opera, ed essere considerate originali ai giorni nostri: si pensi all’ombra di un oggetto-simbolo che ricorre più volte, o alla sequenza in cui vengono riprese solo le gambe del protagonista che marciano, metafora del suo vagare doloroso dopo il lutto. E non solo: negli anni Quaranta Llobet Gràcia fa dire al suo protagonista: “Il cinema non è più uno spettacolo, ma un’arte che acquista un’estetica propria”; e precorre l’idea del film nel film con i suoi personaggi che al cinema rivedono la loro stessa vita e ne escono influenzati in un meccanismo in cui si confondono realtà e finzione. Ameranno i cinefili le parole di Carlos: “Mi hanno inculcato il veleno del film, una droga naturale cui non si sa rinunciare”. Titolo originale: Vida en sombras Nazione: Spagna Anno: 1948 Genere: Drammatico Durata: 90’ Regia: Lorenzo Llbobet Gracia Cast: Fernando Fernán Gómez, María Dolores Pradera, Isabel de Pomés, Alfonso Estela, Arturo Cámara, Mary Santpere Produzione: Castilla Films Data di uscita: 1948 (cinema) Venezia 2008
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