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VITAE - il labirinto che viveNel girone dei ribellidi Enrico Silvano Paolo Uccello, Petronio, Lucrezio, Giovanna d’Arco e Dolcino, il ricordo di quarantadue donne “contro”: sono queste le VITAE che la compagnia Metaarte ha scelto di raccontare per indagare il significato del concetto di ribellione.
Lo spettatore incontra uno alla volta i cinque personaggi protagonisti dell’opera; ma per farlo è costretto a intraprendere una vera e propria discesa agli inferi: lo spettacolo, pensato come un percorso itinerante, è realizzato infatti in uno spazio scenico non convenzionale: gli antri e le sale interne del bastione Alicorno, uno dei cinque bastioni delle mura cittadine di Padova adibiti a spazio teatrale; così prima di incontrare le anime ribelli, il pubblico è costretto ad attraversare un lungo corridoio completamente buio, l’unica possibilità di orientarsi è il filo rosso, da seguire in fila indiana per raggiungere la prima camera, quella di Paolo Uccello; seguiranno in ordine Petronio, Lucrezio, Giovanna d’Arco e Dolcino, inframmezzati dal ricordo di nove vite di donne battutesi per difendere o conquistare i propri diritti e quelli della propria comunità. L’atmosfera è molto suggestiva, ci si aggira tra i vari spazi come in un labirinto, le varie scene prendono vita improvvisamente nella semioscurità da cui si è costantemente circondati. È questa la prima particolarità di uno spettacolo che ha ben poco di convenzionale; la regista Manuela Frontoni spiega che l’opera è pensata esclusivamente per il particolare luogo nella quale è realizzata e difficilmente si adatterebbe ad altri spazi almeno che non connotati altrettanto fortemente (percorsi archeologici, ex fabbriche storiche, chiese sconsacrate). Il pubblico non può che esserne notevolmente coinvolto. In questa direzione è pensata anche la disposizione degli spettatori rispetto alle varie scene, mai casuale e sempre differente; ci si sente così ospiti nelle stanze di Petronio, giudici nel tribunale nel quale è processata Giovanna d’Arco, voyeur, ascoltando le confessioni di Paolo Uccello. Il coinvolgimento è esteso a tutti i piani sensoriali, per una profonda e totale immersione nell’universo del personaggio. Profondo il lavoro fatto sui testi: sono uniti insieme brani tratti dal libro di Marcel Schwob Vite immaginarie (da cui lo spettacolo prende ispirazione) a pezzi di autori (Brecht, Fo, Petronio) insieme con le parti scritte da Manuela Frontoni e da Davide Filippi e Francesco Lucio Pileggi, i due attori che interpretano insieme tutti i cinque personaggi. A partire da dicembre inoltre le prove dello spettacolo sono state aperte al pubblico: uno al mese, ogni singolo quadro è stato al centro di un incontro che ha permesso di avvicinare lo spettatore al lavoro preparatorio; le impressioni e le valutazioni espresse dal pubblico in quelle occasioni hanno contribuito al rinnovamento (pressoché continuo) delle scene. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla scenografia, il rapporto tra gli attori e gli oggetti di scena è forse la cifra stilistica che contraddistingue maggiormente lo spettacolo: esemplare l’episodio di Frà Dolcino nel quale il gioco tra Dolcino e il trono papale è inesauribile, fatto di continue trasformazioni. L’intervento del personaggio sulla scena è frenetico: costruisce, distrugge, talvolta interrompendo la tensione drammatica, crea, compone e ricompone, sfruttando al massimo la libertà di movimenti che può fornire uno spazio così particolare come quello utilizzato. Vitae è uno spettacolo ricchissimo che lega insieme unità sceniche già concluse in se stesse, uno spettacolo fatto di spettacoli, un museo di vite preziose, seppur controverse, ma da conservare e tramandare, se è vero che la ribellione roboante o silenziosa, giusta o sbagliata che sia, è l’unico mezzo attraverso cui ogni singolo individuo ha modo di affermare la propria unicità. Le repliche dello spettacolo proseguiranno fino a giovedì 12 maggio, obbligatoria la prenotazione Durata 2 ore e 30 minuti regia e drammaturgia Manuela Frontoni con Davide Filippi, Valentina Parisi, Francesco Lucio Pileggi musiche di Giuseppe Viaro MetaArte - Associazione Arte & Cultura www.metaarte.it
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