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Venezia. 53. Biennale Arti Visive: tutti i premi e le foto dei protagonistiI Leoni d’Oro a Nauman e Rehbergerdi Ottavia Da Re La Giuria della 53. Esposizione Internazionale d’Arte, composta da Jack Bankowsky (USA), Homi K. Bhabha (India), Sarat Maharaj (Sudafrica), Angela Vettese (Italia, presidente) e Julia Voss (Germania), ha deciso di attribuire nel modo seguente i premi ufficiali della 53. Esposizione Internazionale d’Arte:
La Giuria ha inoltre deciso di assegnare quattro Menzioni speciali: Rifare Mondi: Menzione speciale assegnata a Lygia Pape
Curare Mondi: Menzione speciale al duo Michael Elmgreen & Ingar Dragset
Mondi Emergenti: Menzione speciale all’artista Ming Wong
Tradurre Mondi: Menzione speciale assegnata a Roberto Cuoghi
Alla cerimonia di premiazione e inaugurazione della 53. Esposizione, che ha avuto luogo il 6 giugno 2009 ai Giardini alle ore 17.00, sono stati inoltre consegnati i Leoni d’Oro alla carriera attribuiti dal Cda della Biennale a:
Le motivazioni dei premi assegnati dalla Giuria internazionale sono:
Il Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale è assegnato agli Stati Uniti d’America per l’energia e la precisione dell’arte di Bruce Nauman. Dalle rappresentazioni iconiche della sofferenza umana, fino alle considerazioni sulle nostre fragilità, la sua opera rivela la magia del significato che emerge dalla ripetizione inesorabile di lingua e forma. Topological Gardens crea nuove connessioni tra i Giardini della Biennale e le Università di Venezia.
A Tobias Rehberger è stato attribuito il Leone d’Oro per il miglior artista, per averci portato oltre il white cube, reinventando le sorpassate modalità espositive, trasformando l’opera d’arte in una caffetteria. In questo passaggio, la comunicazione diventa pratica estetica.
A Nathalie Djurberg è assegnato il Leone d’Argento per le sue scenografie fiabesche, per le sue fantasie e per la sua “black pedagogy”, tenute tutte insieme in una gamma unica di mezzi espressivi.
Una Menzione speciale è assegnata all’opera di Lygia Pape (1927 – 2004), artista brasiliana; l’intreccio dei fili dorati si mostra come l’esito di esperienze iniziate nell’ambito del Costruttivismo brasiliano. L’opera si converte da struttura geometrica in un’esperienza nuova in termini di visione, emozionalità e attitudine alla performance.
Una Menzione speciale va al duo Michael Elmgreen & Ingar Dragset per aver reimmaginato il “padiglione nazionale” come universo collaborativo. Riunendo il lavoro di 24 artisti internazionali nei Padiglioni della Danimarca e dei Paesi Nordici, “The Collectors” rappresenta una delirante rete di narrazioni, che interroga il rapporto tra i nostri desideri e i mondi materiali che costruiamo intorno ai desideri stessi.
Una Menzione speciale va anche a Ming Wong (Padiglione di Singapore) per aver esaminato la storia delle identità culturali multietniche di Singapore, vista attraverso la morte dell’industria cinematografica del paese un tempo fiorente. Le opere video di Ming Wong utilizzano forme e tecniche innovative per riflettere sul senso di vergogna ed esclusione che accompagna l’imposizione degli stereotipi razziali e sessuali.
Roberto Cuoghi, che non a caso colloca la sua opera in un giardino di memoria orientale progettato da Carlo Scarpa, mette in scena la pratica della traduzione attraverso suoni e atmosfere. La specifica performance dell’artista tradisce volutamente la tradizione, mettendo in questione una doppia ossessione modernista: per la copia del mondo altrui, e per il cosiddetto autentico.
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