Venezia: “Medeas” di Andrea Pallaoro

Storie di vita quotidiana

Venezia 70. Orizzonti
Un microcosmo familiare: i due genitori e i loro quattro figli. Apparentemente un’esistenza serena, tranquilla. Ambientato nell’America più profonda, in mezzo a un nulla arso dal sole, “Medeas” tratta della vita di tutti i giorni.

La vita di una famiglia come tante che ogni giorno deve affrontare i problemi della fame, della povertà. Un padre, duro lavoratore, che cerca di garantire un futuro migliore ai figli che, d’altra parte, crescono, e crescendo cambiano e affrontano i primi conflitti con i genitori. E una madre sempre più chiusa in se stessa, il cui sordomutismo si fa specchio di una realtà familiare sempre più pressante e pesante. E questa incapacità di comunicare tra generazioni diverse è ben rivelata dalla difficoltà del padre ad accettare che la vita che egli ha scelto per i suoi figli non è la stessa a cui loro ambiscono, ormai sospinti da un indomabile desiderio di emancipazione.

Gli spazi sono di una vastità incontrollata, quasi in contrasto con quei sei
personaggi. Le incursioni esterne, ridotte all’osso, nel nome di un cinema smaccatamente minimalista. E lo spettatore non può che seguire la vita dei suoi personaggi. Le loro evoluzioni, maturazioni.

Il regista rifiuta ogni tipo di visione manichea, non permettendo allo spettatore di parteggiare per gli uni o gli altri. Obbligandolo a osservare in maniera apparentemente placida, in realtà per farlo immergere completamente in una storia di vita vissuta, come ce ne possono essere tante. In cui non ci sono né buoni né cattivi, ma in cui la vita scorre, beffarda, ponendo ai suoi personaggi mille dubbi, costringendoli con le spalle al muro.

Titolo originale: Medeas
Genere: Drammatico
Nazione. USA
Anno produzione: 2013
Durata: 98’
Regia: Andrea Pallaoro
Cast: Catalina Sandino Moreno, Brian F. O’Byrne, Kevin Alejandro, Ian Nelson, mary Mouser, Maxim Knight, Jake Vaughn
Produzione: For There We Were Productions
Uscita: Venezia 2013