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"Ventunodieciduemilatrenta" di Carmen ConsoliAll’Alcatraz di Milano uno tsunami rock di nome Carmendi Redazione Con un taglio di capelli accattivante e una mise molto sensuale si presenta sul palcoscenico dell’Alcatraz per una delle tre date milanesi del suo doppio tour. Carmen, infatti, ha deciso di presentare il suo ultimo lavoro discografico, "Elettra", contemporaneamente in due versioni, una rock nel tour per club dal titolo "Ventunodieciduemilatrenta" (brano più sperimentale del suo ultimo cd), e una acustica per teatri, "Elettra" appunto. Altra novità: Carmen è questa volta al basso, accompagnata sul palco dall’imprescindibile Santi Pulvirenti alla chitarra elettrica, da Andrea Pesce alle tastiere e moog e dal bravissimo Leif Searcy alla batteria.
Gamine Impertinente, versione francese di Bambina Impertinente, scalda subito il pubblico presente, che si lascia travolgere subito dopo dall’energica, elettrica e grottesca interpretazione di Matilde Odiava I Gatti. Gli arrangiamenti, completamente nuovi, danno un’interessante luce sia alle canzoni del nuovo album sia agli storici brani della sua carriera. La scelta di portare sul palco forti e ruvide sonorità, coincide con la selezione di alcuni brani poco conosciuti e meno commerciali (come Komm Vieder tratto dalla colonna sonora del film L’Uomo Che Ama di Maria Sole Tognazzi). Canzoni impegnate e brani eseguiti accompagnata solo dal pianoforte portano Carmen Consoli ad uno stato di ’intoccabile’ interprete e cantautrice del panorama musicale italiano. Con Mio zio la Consoli parla della violenza carnale in famiglia, con Un sorso in più della deportazione degli ebrei. Del nuovo album vengono proposte Mandaci una cartolina, la profonda ed eterea Col nome giusto e Ventunodieciduemilatrenta. Venere, Fiori d’arancio, Lingua a sonagli, Geisha ci riportano indietro nel tempo: momenti della serata assolutamente entusiasmanti. Dopo essersi esibita al Festival di Sanremo con la cover di Grazie dei Fiori, decide di accennarla anche nel suo live: la voce, unica, della cantante siciliana incanta i presenti anche con questo inaspettato tuffo nel passato. Stato di necessità conclude il concerto che lo ’tsunami Carmen’ ha elaborato magistralmente scegliendo sempre al meglio arrangiamenti, colori e sonorità che difficilmente si dimenticano. Imperdibile.
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