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"Viaggi da Fermo" di Angelo FerracutiLe dichiarazioni di un innamoratodi Alessandro Rosanò Nel suo fondamentale e mastodontico Viaggio in Italia Guido Piovene aveva speso delle parole molto benevole per le Marche, considerandole come un condensato di tutti i paesaggi d’Italia. A distanza di anni, uno scrittore marchigiano riprende e approfondisce quel discorso.
Fermo è una piccola provincia delle Marche, luogo di nascita (e di residenza) dello scrittore Angelo Ferracuti, punto di partenza di ogni suo viaggio attraverso i paesi, le città e i paesaggi della sua regione, alla ricerca sempre dell’inaspettato e - ovvio - del bello, ma anche del vero. Così si passa dalle gole del monte Sibilla ai tavolini del caffè Meletti di Ascoli Piceno, dai manti di neve che coprono le tombe dei partigiani alle alte palme che affollano le strade di Grottammare e San Benedetto del Tronto, con qualche incursione in Abruzzo e poi fino a Roma. Le descrizioni delle varie località sono inframmezzate da dialoghi con alcuni personaggi più o meno grandi, anch’essi nativi delle Marche - Tullio Pericoli, Paolo Volponi, Mario Dondero,Giuliano Giuliani - e dai ricordi di gioventù di un Ferracuti molto beat, spesso on the road, già innamorato della sua terra e della letteratura, poco incline allo studio. Il bello, si è detto, ma anche il vero, così ecco irrompere nella narrazione la realtà dei morti sul lavoro in un’industria locale e del degrado delle periferie. Da leggere le parti dedicate ad una nottata nel night club Bios e a quella trascorsa con dei volontari lungo la Bonifica, una delle strade della prostituzione - purtroppo - più note e frequentate d’Italia. Viaggi da Fermo è l’ultima opera uscita nella collana Contromano degli Editori Laterza, un progetto particolarmente interessante, nel quale sono presenti (tra l’altro) diverse opere di alcuni dei più importanti scrittori italiani di questi anni, dedicati ai loro luoghi d’origine. Dal Né qui né altrove di Gianrico Carofiglio, sulla città di Bari, a Torino è casa mia di Giuseppe Culicchia, da In Sardegna non c’è il mare di Marcello Fois a La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco di Enrico Brizzi, la penisola italiana viene percorsa in lungo e in largo attraverso delle dichiarazioni d’amore che forse suoneranno strane e vanamente retoriche a chi non conosca quei luoghi, ma che senza troppa difficoltà prenderanno quanti vivono in quelle terre, di sicuro in grado di riconoscersi in quelle parole. Angelo Ferracuti, Viaggi da Fermo, Laterza, 2009, pp. 144, € 10,00.
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