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"Vista con granello di sabbia" di Wislawa SzymborskaUn libro di Wislawa Szymborskadi Elisa De Marchi Cosa c’è di più banale di una poesia d’amore? Ne sono state scritte a migliaia; sono state lette, ripetute, studiate, sezionate, tanto da arrivare a non dirci più nulla. I versi d’amore non emozionano più: non è il caso di Wislawa Szymborska.
Vista con granello di sabbia raccoglie una selezione di liriche, approvata dall’autrice, che ripercorre un po’ tutta la sua opera poetica a partire dal 1957. La Szymborska nasce a Kórnik (Polonia) nel 1923, in una famiglia di tradizioni patriottiche e insurrezionali; niente di strano, quindi, che aderisca al Partito Comunista: un’utopia giovanile che le è stata spesso rinfacciata dopo la caduta del regime. Le sue pubblicazioni non sono numerose, ma colpiscono per la loro assoluta originalità: è impossibile collocarle all’interno di una corrente predefinita. In Italia inizia a farsi conoscere solo dopo il 1996, anno in cui le viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura; ma, nonostante questo straordinario riconoscimento, nel nostro Paese è rimasta misconosciuta. Ingiustamente. I soggetti delle sue poesie sono quelli di sempre: la vita, la morte, l’amore, il destino. L’abilità personalissima della Szymborska risiede nella sua capacità di trattare temi così profondi utilizzando un linguaggio semplice, termini quotidiani di comprensione universale, senza cadere mai -nemmeno per un istante, nemmeno per un solo verso- nel banale o nel cliché. L’autrice si muove senza fatica nel campo storico-politico (La prima fotografia di Hitler, Figli dell’epoca), raccontando la realtà attraverso un’ottica nuova e sconvolgente, abbandonando le frasi fatte e i luoghi comuni dei libri di storia; si sposta nell’impalpabile terreno dei sentimenti, cantando l’inno dell’amore felice: un’offesa alla giustizia, un insulto, “uno scandalo nelle alte sfere della Vita” (Un amore felice); analizza con lucidità ed ironia ogni aspetto della vita moderna, trasformando oggetti di uso quotidiano in metafore della nostra epoca (Foglietto illustrativo, Scrivere il curriculum). Il volume è arricchito dal discorso pronunciato in occasione del conferimento del Nobel; si tratta di una profonda riflessione sul rapporto del poeta col mondo, ed è rivelatore del pensiero dell’autrice. Il poeta è curioso, affamato di sapere, insaziabile; si nutre di due paroline, “piccole ma alate”: non so. Tutti i grandi intellettuali, scienziati e studiosi di ogni genere riconoscono questo loro non-sapere e cercano delle risposte, che a loro volta generano altre domande. Il loro animo inquieto li conduce lontano, nei vasti territori del sapere, e a volte anche a Stoccolma, dove ricevono il premio Nobel. Wislawa Szymborska, Vista con granello di sabbia, Milano, Adelphi, 1998, pp. 239, euro 20,00.
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