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"Voci fuori campo"Cinque grandi interpreti femminili del teatro italiano odierno rendono omaggio a Eleonora Duse nel 150° anniversario della nascitadi Giuseppe Barbanti “Nulla esiste di noi artisti, se non ciò che si vede”. E’ sicuramente la più illuminante, specie per l’approccio concreto che la ispira, fra le numerose frasi tratte da un epistolario di una assai cospicua consistenza per costruire lo spettacolo “Voci fuori campo”, omaggio ad Eleonora Duse in occasione del 150° anniversario della nascita della grande attrice, andato in scena al Teatro Goldoni di Venezia il 29 ottobre e il 7 novembre alle 20,45 al Teatro Verdi di Padova, sorta di originale e interessante prologo alla stagione dei due teatri. L’unica testimonianza di una Eleonora Duse “..che si vede” pervenutaci è quella dell’interprete del film Cenere, filtrata attraverso la macchina da presa e il contesto del set cinematografico da lei calcato solo in quella occasione: ben altra era la familiarità di Eleonora Duse con il palcoscenico su cui debuttò a quattro anni nella parte di Cosetta in una riduzione de “I miserabili”. Andrea Liberovici, autore di musiche e video, nonchè curatore della scelta dei testi e della regia di questo intenso omaggio alla memoria dell’attrice, non poteva che praticare la strada della “sottrazione” , professionalmente, stando alle testimonianze, quasi una scelta di vita per la Duse interprete, rinunciando alla presenza fisica dell’attrice in scena e puntando sulle “Voci fuori campo” di cinque grandi attrici italiane per ricostruire il suo percorso di interprete e di donna. “..La Duse recitava se stessa , portava sulla scena i propri fallimenti di donna. Era l’attrice che andava incontro alla donna , non la donna incontro all’attrice..” scrive Giorgio Pullini ne “La moderna inquietudine della Duse”, saggio che compare nella pubblicazione data alle stampe dal Comitato regionale per le celebrazioni dei 150 anni della nascita dell’attrice: ed è alla fin fine proprio questo il filo conduttore dell’allestimento di Liberovici. Ugo Pagliai, in scena dietro un velario su cui si alternano in rapida successione immagini delle diverse “età” della Duse, del fitto intreccio di corrispondenza su una cui acuta e intelligente selezione è costruita la serata, è l’interlocutore maschile : in successione ora voce narrante poi il padre, il marito, Arrigo Boito, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello e Febo Mari, il suo unico regista cinematografico. Le “Duse” sono tante, una partitura di voci che spaziando da Sara Bertelà a Valentina Cortese, da Elisabetta Pozzi a Paola Gassman sino a Claudia Cardinale consente al pubblico di intrattenersi con quanto di meglio possa esprimere, al femminile, il teatro italiano oggi. Un spettacolo ricco di suggestioni e di grande forza evocativa , il cui approccio multimediale ne consentirebbe un immediato utilizzo in ambito televisivo e radiofonico. Applausi e chiamate per il regista e Ugo Pagliai. Voci Fuori campo – Omaggio a Eleonora Duse Regia: Andrea Liberovici Interprete: Ugo Pagliai con le partecipazioni in voce di Sara Bertela’, Claudia Cardinale, Valentina Cortese, Paola Gassman ed Elisabetta Pozzi Produzione del Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini.
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