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"Volver" di Pedro AlmodóvarDi madre in figlie. Dall’“almodramma” alla commedia.di Giovanni Santoro Meno tragedie e più humor per il sedicesimo film del regista spagnolo in concorso alla 59° edizione del Festival di Cannes.
Volver (ritornare) è il ritorno di una madre che le figlie, la nipote e tutto il paese di origine credevano morta e che riappare come un fantasma. Volver è il ritorno a confrontarsi con il rimosso del proprio io e a fare i conti con il proprio passato. Volver è il ritorno di Almodóvar a lavorare dopo 17 anni con l’attrice Carmen Maura, musa dei suoi film degli anni ‘80. Volver è il ritorno del regista all’universo femminile dopo la cupa parentesi tutta al maschile di La Mala Educación. Volver è il ritorno di Almodóvar a girare nella sua terra natale: la provincia arida e povera de La Mancha. Volver è il ritorno di un maestro ai toni della commedia seppur miscelati a quelli di altri generi. Volver racconta la storia, a tratti onirica e surreale (si veda l’uso di colori spesso non realistici), di tre generazioni di donne: Penelope Cruz interpreta Raimunda, sposata con un operaio disoccupato e madre della quattordicenne Paula (Yohana Cobo). Sole (Lola Dueñas) è sua sorella, dal carattere più mite, che lavora come parrucchiera abusiva. Carmen Maura invece interpreta Irene, la loro madre, morta anni prima insieme al marito in un incendio. La vicenda costruita da Almodóvar è complessa perchè, come tutti i suoi ultimi film, si basa su una sceneggiatura corposa e intricata, ricca di colpi di scena, con un ritmo che da lento va in crescendo sino al finale aperto e sospeso tra realtà e immaginazione. Strepitose le interpretazioni delle attrici: da Penelope Cruz, che con un personaggio che omaggia e ricorda in tutto e per tutto le dive che hanno fatto la storia della nostra cinematografia (Sofia Loren, Anna Magnani, Claudia Cardinale), è in grado di passare dal riso alla commozione o al pianto in un batter di ciglia; alla magnifica Carmen Maura che regala emozioni vere ad ogni apparizione creando sullo schermo una donna-madre di una umanità straordinaria, in contrapposizione con l’apparente natura del suo personaggio e rendendo esplicito il tema del rapporto tra essere e apparire. Almodóvar riesce a creare il ritratto di una famiglia tutta al femminile dove tre generazioni di donne, solamente grazie all’amore familiare e matriarcale, al senso di solidarietà femminile e alla capacità di perdonarsi reciprocamente, resistono alle difficoltà, alla miseria e al dolore della vita di cui invece si nutre l’odierna tv spazzatura che Almodóvar non risparmia di criticare ferocemente nel film stesso. Il binomio tra la morte e le donne è il filo conduttore dell’opera ed è ben evidente fin dall’inizio surreale dove troviamo un gruppo di donne impegnate a pulire le tombe dei propri defunti e a preparare al meglio la propria (da un’usanza tipica della regione del La Mancha). La morte (con funerali e omicidi) che fa capo alle vite delle donne viene vissuta con naturalezza, serenità e vitalità. L’esorcizzazione della morte come qualcosa con cui dialogare già in vita, lega tra loro le protagoniste femminili della vicenda che si ritrovano e uniscono contro il dolore di cui sono portatori gli uomini. Dolore e lutto come luogo di realizzazione del proprio essere dunque. Amore e morte come elementi indissolubili della vita, come nessuno più di Almodóvar ci ha insegnato. L’impianto melodrammatico caratteristico di Almodóvar certamente rimane, e i generi si mescolano secondo la maestria del regista spagnolo dando vita a una commedia emozionante e commovente che si può definire allo stesso tempo sentimentale, drammatica, grottesca, paranormale e comica (indimenticabili in questo senso alcune scene molto divertenti all’interno della casa di Sole). Infatti non si può non notare come in Volver un tono leggero e divertente, uno humor nero, per certi versi inglese, prenda il posto del tono tragico che ha caratterizzato la recente trilogia dei drammi omosessuali (Tutto su mia madre, Parla con Lei, La Mala Educación) e come vengano meno tutta una serie di eccessi drammaturgici e registici che potevano appesantire per alcuni aspetti le sue recenti opere. In questa sua ultima regia invece prevalgono una sobrietà e una leggerezza, che senza nulla togliere all’universalità e profondità dell’opera, permettono al racconto di arrivare, forse più facilmente, a toccare le corde più profonde dello spettatore. Volver (tornare) Titolo originale: Volver Nazione: Spagna Anno: 2006 Genere: Commedia Durata: 120’ Regia: Pedro Almodóvar Sito ufficiale: www.clubcultura.com/volverlapelicula Sito italiano: www.volverfilm.it Cast: Penélope Cruz, Lola Dueñas, Blanca Portillo, Carmen Maura, Yohana Cobo, Chus Lampreave, Leandro Rivera Produzione: El Deseo S.A. Distribuzione: Warner Bros. Data di uscita: Cannes 2006 19 Maggio 2006 (cinema)
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