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Orizzonti - Film Sorpresa "Wanmei Shenhuo" di Emily TangNon una bellissima sorpresadi Nicola Cupperi Li, una ventenne che vive in una triste città del nordest del Cina con la madre e il fratello minore, sogna di poter dare una scossa a una vita che la frustra e la delude. Abbandonata dal padre, la salute della sua famiglia disfunzionale deve fronteggiare le minaccie di una madre disinteressata e di un fratello scavezzacollo; Li, che ha dovuto abbandonare gli studi proprio per permettere al fratello di frequentare un buon istituto, cerca disperatamente un buon lavoro. Aiutata da un amico sembra finalmente trovare un impiego discreto in un albergo.
Ma l’anima da ventenne sognatrice di Li non le permette di accontentarsi: la ragazza conosce un uomo molto più grande di lei, invischiato in loschi e poco chiari affari, ma che si dimostra gentile e premuroso con lei, dandole quella che sembra una concreta possibilità di scappare da una vita che non ha nessuno sbocco. Quando Li si accorge che era tutta un’illusione è troppo tardi; la giovane, infatti, si ritrova bloccata a Shenzhen, nel profondo sud della Cina al confine con Hong Kong, senza la minima intenzione di tornare dalla sua famiglia ma senza nessuna buona occasione di rivalsa in questa nuova grande città. Li dovrà gioco forza e in maniera traumatica crescere e imparare ad adattarsi. La storia della giovane Li è interrotta, a tratti e con brevi intervalli, da quelli che sembrano essere spezzoni di un documentario (riprese mosse e poco curate, audio sporco) che parla di una donna vicina ai quarant’anni, delusa dalla vita, abbandonata dal marito e senza più troppe speranze di poter dare un nuovo senso alla sua esistenza. In questi brevi flash di simil mockumentary, la donna ci racconta il suo passato, così simile alla storia di Li da farci pensare che possa essere la stessa giovane vent’anni dopo le sue peripezie o, addirittura, che si tratti di una maniera per universalizzare la storia della nostra protagonista. L’intento, nel finale del film (sicuramente la parte riuscita meglio della pellicola) diverrà chiaro, rendendo evidente la bella intuizione della regista e ridonando un po’ di ossigeno a uno spettatore ormai spento e affaticato. Wanmei Shenhuo, il primo dei due film (fintamente) a sorpresa di questa prima edizione del Mueller bis, infatti, si trascina stancamente e macchinosamente per la prima ora, fornendo pochi spunti narrativi e ancor meno guizzi estetici. Oltre a un’evidente e inevitabile povertà di mezzi, caratteristica certamente non invalidante, si nota anche un volontario impauperimento dell’immagine, mantenuta scientemente sciatta e non bella. Oltre a raggiungere l’obiettivo preposto, incupire maggiormente lo spettatore, che per empatia si sentirà ancora più vicino alle disgrazie della bella Li, gli effetti di questa scelta sembrano sfuggire dalle mani della regista, la giovane Emily Tang, tanto da far raggiungere agli astanti una sorta di indifferenza estetica nei confronti della pellicola. Che, fosse solo per il finale, ben girato e ben scritto, cinico e triste, giusto e vero, meriterebbe certo più attenzione. Ma si tratta pur sempre di cinque minuti su noventasette totali, si chiede allo spettatore forse un po’ troppo. Wanmei Shenhuo - Perfect Life Regia: Emily Tang Nazione: Hong Kong, Cina Durata: 97’
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