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Orizzonti Doc "When the leeves broke: a Requiem in four acts" di Spike LeeQuando gli argini cedetterodi Nicola Cupperi Cos’è successo il 29 agosto 2005 a New Orleans? Tutti, purtroppo, ne siamo a conoscenza, ma come al solito sappiamo ciò che ci viene detto, e non sempre è abbastanza. Spike Lee scava a fondo nella tragedia della città simbolo della Louisiana, lascia parlare le persone che l’hanno vissuta, le lascia sfuriare tutte le frustrazioni, le lascia piangere tutto il dolore.
Un Requiem, appunto, un inno malinconico alla fine di New Orleans ed allo stesso tempo, così come è costume nei funerali jazz, una opera dedicata alla sua rinascita. Il regista originario di Atlanta dirige e produce quest’opera immensa, più di quattro ore di documentario, raccogliendo una mole pantagruelica di materiale. Analizza a fondo cause e conseguenze del passaggio di Katrina nelle vicinanze della "Big Easy". Innanzitutto si parla del tristemente notorio cedimento degli argini in quattro quattro! punti diversi della città; argini che sono ceduti non sotto la spinta dell’uragano forza 5, Katrina infatti aveva aggirato la città verso est, bensì sotto la pressione delle acque del lago che costeggia a nord la città. La forza di questa pressione è stata paragonata ad un uragano di forza 1, una bazzecola in confronto a Katrina, eppure gli argini, in conseguenza della negligenza dell’inattaccabile Corpo del Genio militare, mal costruiti, hanno ceduto facendo strabordare il lago nella città. Proseguendo, Lee cerca nelle testimonianze di esponenti politici e della gente comune sfollata le cause dei mancati aiuti; c’è da dire, infatti, che il governo degli Stati Uniti d’America e la sua protezione civile (la FEMA) hanno impiegato quattro giorni ad inviare i primi aiuti a New Orleans. Grottesco il fatto che in città siano giunti prima i poliziotti a cavallo di Vancouver che la protezione civile americana. Ma Spike non si ferma qui e, per la prima volta, scava con forza e lucidità per portare alla luce le vere conseguenze per la città, e per i suoi abitanti sfollati dalla FEMA, che li ha imbarcati su aerei diretti ai quattro angoli degli States con biglietti di sola andata, distruggendo un numero impressionante di famiglie. Il regista raccoglie e ci fa ascoltare moltissime voci, per lo più afroamericane, anche perchè la città più popolosa della Lousiana è l’unica grande città americana a stragrande maggioranza nera. Lee dedica anche un importante spazio all’arte di New Orleans, crogiolo di culture e di razze (europei, africani, nativi americani) in cui l’effervescenza artistica è forse unica al mondo; ci mostra infatti il primo Mardi Gras post Katrina, in cui si assiste forse ai primi sussulti di rinascita della Città Facile. Molti gli episodi da non scordare in questo documentario: le incredibili immagini di repertorio degli ultimi spasimi di vita della vecchia New Orleans e la disperazione della sua gente; l’incredibile carrellata, nel Secondo atto, di cadaveri che il disastro si è lasciato dietro, immagini crude ma indispensabili; le lacrime della gente che ha perso la propria madre, la propria figlia o, semplicemente, si fa per dire, la propria casa; il funerale organizzato a Katrina, in pieno stile New Orleans; il finale del film che ci mostra uno dopo l’altro le persone intervistate che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, in una carrellata di volti incorniciati, come se fossero opere d’arte, che si presentano al pubblico. Da sottolineare, in chiusura, la splendida colonna sonora originale di Terence Blanchard, eccelso jazzista nativo di New Orleans. Titolo originale: When the Levees Broke: A Requiem in Four Acts Nazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Documentario Durata: 240’ Regia: Spike Lee Sito ufficiale: www.hbo.com/docs/programs/... Cast: Produzione: 40 Acres & A Mule Filmworks, HBO Distribuzione: Data di uscita: Venezia 2006
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