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XIV FILM FESTIVAL DELLA LESSINIAVita, storia e tradizioni in montagnadi Giovanna Barreca “Sono le persone buone che raccontano la montagna. Bisogna avere occhi capaci di vedere e piedi disposti a camminare per avvicinarsi alle storie dei piccoli borghi, ai segreti dei boschi, ai suoni del lavoro, ai sospiri delle foglie accarezzate dalla rugiada. Siamo andati a cercarle, queste storie, e portiamo a Bosco Chiesanuova quelle che ci sono sembrate le più belle, scelte tra le centinaia che abbiamo scoperto in un anno di viaggi, di lettere, di conversazioni con registi di tutto il mondo. Sono spesso storie nascoste, discrete, isolate, come lo sono i luoghi più belli della montagna. E i protagonisti di queste storie sono loro, i montanari”. Questo ha dichiarato il direttore artistico del Lessinia Film Festival, Alessandro Anderloni per presentare la quattordicesima edizione di questa kermesse che dal 23 al 31 agosto vedrà Bosco Chiesanuova, un piccolo paese in provincia di Verona, coinvolto in una serie di avvenimenti di carattere e di importanza internazionali. Ad inaugurare la manifestazione sarà il concerto della Caucasian Chamber Orchestra, una formazione di 17 musicisti professionisti provenienti da diverse zone del Caucaso che, unendo uomini di regioni purtroppo in perenne conflitto nel crogiulo di etnie che abita i 1000 km di montagne tra il Mar Nero e il Mar Caspio, vuole dimostrare che la convivenza pacifica è possibile e che la musica è un grande vettore di pace e convivenza pacifica. Il concerto precederà la presentazione in prima visione mondiale del documentario di Fulvio Mariani e Mario Casella Grozny Dreaming - Sognando Grozny che gli autori hanno realizzando seguendo il tour dell’orchestra l’anno scorso. Ma le montagne caucasiche sono solo uno degli scenari presi in esame dai 47 film in proiezione (26 in concorso e 21 nelle sezioni ed eventi speciali); si viaggerà tra le vette dell’Argentina, della Russia, dell’Himalaya, del Brasile, dei Pirenei e naturalmente della Alpi, compresa una sezione dedicata alla Lessinia con 5 film tra i quali Eco das montanhas. A viagem da palovra (Eco delle montagne. Il viaggio della parola) riguardante le ultime testimonianza parlate dell’antico idioma cimbro sulle montagne venete della Lessinia, di Asiago e del Brasile. Qui a differenza di altre manifestazioni sul tema montagna ci si soffermerà maggiormente sulle storie dei ‘montanari’, sulle loro tradizioni, sulla loro storia: “Tantissime le opere dei giovani autori, e delle tante giovani autrici, di quei paesi che qualcuno definisce ‘della cinematografia emergente’, che portano una libertà di linguaggio che sottende a mestiere e sensibilità poetica”, continua il direttore che ha arricchito il programma cinematografico con molto alto: musica (10 i concerti), incontri con gli autori, esposizioni (‘Lessinia in pietra’ dedicata all’architettura dei Monti Lessini e ‘ l’erba de catiora’, dedicata alla vecchia farmacopea e alle erbe medicinali della tradizione popolare), feste, passeggiate guidate, retrospettive tra le quali quella per il novantesimo anniversario della fine della Grande guerra (verrà proiettato: La guerra d’Italia a 3000 metri sull’Adamello, girato da Luca Comeria sul fronte italiano delle Alpi nel 1916 con accompagnamento dal vivo del fisarmonicista Igino Maggiotto). E bellissima è l’attenzione che il festival ha per il suo territorio e per i giovanissimi che lo abitano; infatti da quest’anno in parallelo ci sarà anche il ‘Festival di montagna dei bambini’: “Consigliamo ai più piccoli le proiezioni adatte a loro. Sono storie di antichi giochi, di scuole sperdute negli angoli più remoti delle montagne, di maestre coraggiose che insegnano ai loro alunni a non perdere le proprie radici e a parlare il dialetto, ma anche storie amare di bambini che sognano di volare via dalle loro montagne, in luoghi dove non siano costretti a lavorare fin da piccoli, o dove non li uccida la fame o l’AIDS”. E in più giochi tradizionali in piazza guidati dall’associazione giochi antichi di Verona. Uno degli eventi più importanti di questo festival che si incrocia con quello ufficiale, sarà la proiezione di “La volpe e la bambina” di Luc Jacquet e per i ‘grandi’ che l’avessero già visto, verrà proposto l’inedito filmato naturalistico che racconta il dietro le quinte del lavoro svolto dal gruppo di giovani ricercatori con le volpi del Parco Nazionale degli abruzzi per girare il film Sur les traces du renard, su come sia incredibile riuscire a far recitare una volpe non addomesticata. L’internazionalità raggiunta dal festival non è data solo dalle 111 produzioni giunte da 20 paesi diversi per la selezione ma anche dalla presenza di un regista di grande carisma come Fredi Murer che il 29 e il 30 presenterà due dei film che ha definito “tra i più amati”: Hohenfeuer (Il falò), vincitore del Pardo d’oro a Locarono nel 1985 e il film documentario WIr Bergler in den Bergen sind eigenlich nicht schuld, dass wir da sind (Non è colpa nostra se siamo montanari). Tutta la sua filmografia è legata alla semplicità, all’impegno sociale resi possibili attraverso l’uso di strumenti semplici: grande fantasia e originalità. Nel 2007 con Vitus, commovente ritratto di un giovane musicista superdotato, si aggiudica due premi alle giornate di Soletta e rappresenta la Svizzera tra i 5 migliori film stranieri nella corsa all’Oscar 2007. Tra gli eventi speciali Alessandro e tutti gli organizzatori hanno tenuto ad aggiungerne uno a pochi giorni dalla stampa del catalogo perché tenevano a salutare, a loro modo, un amico e un grande regista morto prematuramente: Urs Frey. L’autore, scomparso due mesi prima dell’inizio del festival del quale doveva presiedere la giuria, nel 2000 vinse la Lessina d’oro con L’è uscia. A rimanere nei cuori è il suo sguardo poetico e la sua sensibilità d’animo della quale forse, tutti si accorsero in quella scena di L’è uscia in cui Renzo Marosi sale al pascolo per pettinare e tagliare le unghie alle sue vacche, e parlare loro sottovoce, accarezzarle e baciarle. “Il ritratto di questo pastore fu il primo, e l’indimenticabile, di quelli lasciati dal regista – precisa Alessandro che aggiunge - ci piace ricordarlo come un aquilone bianco che si libra, alto, puro, leggero verso il cielo come in quell’immagine del suo film Aria”. Titolare del Film Festival della Lessinia è l’associazione Cimbri della Lessinia che ne è la fondatrice e la principale promotrice insieme con la Comunità Montana della Lessinia e il Comune di Bosco Chiesanuova. Sostengono la manifestazione la Regione Veneto e la Provincia di Verona con il contributo del Consorzio Verona Tuttintorno, del Consorzo BIM Adige e della Cassa Rurale Bassa Vallagarina. Per maggiori info: www.filmfestivallessinia.it
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