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"Yatterman" di Miike TakashiYatta, Yatta, Yattaman!di Nicola Cupperi La leggenda vuole che chiunque riunisca le quattro parti della pietra Dokrostone, sparse in tutto il mondo, avrà a disposizione un potere infinito. Il malvagio Dottor Dokrobei, auto proclamatosi re di tutti i ladri, è fermamente intenzionato a fare suo il potere della pietra a forma di teschio. Per realizzare il suo intento si serve del Trio Drombo, un terzetto di mentecatti composto dalla bionda vamp Miss Dronio, dall’allampanato genio della meccanica Boyakki e dal forzuto Tonzula. A proteggere l’umanità dai tentativi del trio ci sono gli Yattaman, un duo di eroi composto dai fidanzatini Kanchan e Janet, genietti della robotica, che con l’aiuto del robottino Robbie Robbie e della canina macchina da guerra Yatta Can combattono il male ogni sabato a partire dalle sei e trenta del pomeriggio.
Gli Yattaman salvano la giovane Shoko, figlia di un famoso archeologo che ha attirato le attenzioni del Dottor Dokrobei rinvenendo ben due quarti della pietra Dokrostone. Il malvagio dottore ha pensato bene di rapire l’archeologo e trafugare uno dei pezzi della pietra. Kanchan e Janet, venuti a conoscenza del pericoloso potere della pietra a forma di teschio, decidono di ritrovare i pezzi mancanti e distruggerla per il bene dell’umanità. Nel frattempo il Trio Drombo ordisce una delle sue solite truffe per raccogliere i fondi necesasri alla costruzione di un nuovo, distruttivo robottone gigante in grado di sconfiggere Yatta Can. I bookmakers non quotano nemmeno la possibilità che i tre poveretti non finiscano come al solito per saltare in aria e tornare mestamente a casa in tandem, pronti a ricevere la più classica delle sadiche punizioni del Dottor Dokrobei. Yattaman è un celeberrimo cartone animato giapponese prodotto dalla Tatsunoko a partire dal 1977, all’interno della serie Time Bokan, e trasmesso sulle reti private italiane dal 1983 in poi. La serie animata si caratterizzava per un canovaccio sempre identico (chiamata all’azione del Dottor Dokrobei, truffa del Trio Drombo, costruzione del robottone malvagio con tanto di canzoncina, battaglia con gli Yattaman, inevitabile sconfitta, mesto ritorno alla magione dei cattivi, terribile punizione), a volte arricchito da un risvolto nella trama principale (la ricerca, o il ritrovamente, di una delle quattro parti della pietra Dokrostone). Il tutto, dopo 108 puntate, culmina nello scontro finale, in cui scende finalmente in campo anche il Dottor Dokrobei e che viene ripreso anche in questo tanto atteso lungometraggio in live action. Il film, molto atteso dai fan di tutto il mondo e in preparazione da tre anni, è stato affidato dall’importante casa di produzione Nikkatsu a Miike Takashi, uno dei registi di maggior culto degli ultimi anni il quale, con gli ultimi due lavori, Crows Episode 0 e questo Yatterman, ha imboccato una svolta commerciale e di grande successo di pubblico decisamente inaspettata se pensiamo che Miike nasce come regista di film per l’home video, per poi evolvere come autore dallo stile personale e inimitabile, realizzando dozzine (letteralmente) di film a basso costo, veri e propri cult in tutto il mondo. In questo caso particolare il buon Miike aveva le mani decisamente legate non potendo nè deviare dal classico canovaccio della serie televisiva, nè modificare i superbi e macchiettistici personaggi, nè sbizzarrirsi eccessivamente a livello visivo. Tutti questi paletti si spiegano con il fatto che il cartone animato ha avuto un enorme successo proprio a causa della grande riconoscibilità e della forte identità sia delle storie, che delle caratterizzazioni dei personaggi, sia, infine, per quanto concerneva l’aspetto visivo, grafico, scenografico, musicale e coreografico. La libertà del regista, quindi, in questo particolare caso si è dovuta decisamente limitare a qualche piccola invenzione, qualche marginale tic aggiuntivo nei personaggi, qualche ininfluente situazione collaterale. Come era pronosticabile, quindi, i molti fan di Miike rischieranno di essere delusi. D’altro canto, invece, la visione di questo film manderà certamente in solluccheri i tantissimi otaku di Yattaman. La proiezione della pellicola si potrebbe trasformare in un’animazione collettiva, dove tutto il pubblico pagante canta la Yattamunda del Trio Drombo o balla al ritmo dello Yatta, Yatta, Yattaman! finale. La situazione più problematica, d’altronde, si potrebbe avere con i fan sia di Miike che di Yattaman. Scherzi a parte, Yatterman, clamoroso campione di incassi in patria, è un coloratissimo e spassoso momento di intrattenimento, un sublime cult che ha avuto finalmente la sua meritata e meritevole trasposizione cinematografica. Come si diceva sopra Miike ha avuto veramente poco spazio di manovra, ma ci voleva sicuramente un autore con il suo tasso di ironia per portare a termine con successo un progetto del genere. Rimaniamo quindi in attesa di difficoltose buone nuove sul fronte della distribuzione italiana dell pellicola. Regia:
MIIKE Takashi
Anno:
2009
Durata:
111’
Stato:
Japan
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