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"ZINGARI" DI RAFFAELE VIVIANIUna favola antica e modernadi Manuela Cesarani Nino D’Angelo e la sua compagnia rivisitano in chiave moderna il mito dei nomadi, tra tradizione e contemporaneità. Il debutto, al Teatro Mercadante di Napoli, il 25 ottobre, apre la strada ad una lunga tournée, nei teatri fino a febbraio 2007.
Zingari è una favola visionaria: la realtà e la fantasia si rincorrono continuamente. Prima è un sogno, dopo è vero, poi è un’allucinazione e infine accade sul serio. La storia è quella di una stirpe, di un clan arcaico e moderno al tempo stesso, e delle sue miserie, contraddizioni e violenze. Si potrebbe definire una lotta tra la vita e la morte, in cui giocano la loro parte anche la furia d’amore e il riscatto dalla servitù, il desiderio di libertà e la lotta per la sopravvivenza. Tutti motivi, questi, molto cari a Viviani. Il protagonista è Gennarino, il figlio della Madonna, un emarginato tra gli emarginati, che ama, riamato, Palomma, pure lei abbandonata e cresciuta nel gruppo di zingari. Poi c’è il cattivo, ‘o Diavulone (impersonato da un Nando Neri che fa più tenerezza che sdegno), che ha abusato della donna quando era una ragazzina e tiene tutti sotto il giogo della schiavitù; sua moglie, la Fattucchiara, espressione delle credenze popolari, della magia che si mischia alla scienza, e poi Palmira, sua figlia, segretamente innamorata di Gennarino. Tra duelli fantastici, incendi, deliri febbrili, pozioni magiche e canti disperati, il giovane innamorato verrà continuamente tradito dagli uomini e concupito dalle donne. E nel momento in cui la morte lo libererà dalla sottomissione, come in una specie di “livella”, riconoscerà che la vita ha un suo valore intrinseco, che permette a tutti, anche ad un trovatello cresciuto tra gli zingari, di essere Uomo. Il regista Iodice, con questo spettacolo, porta avanti un progetto sul teatro ‘popolare’ e sul repertorio della tradizione, proseguendo alcune delle linee di ricerca del lavoro di questi anni e specificamente quella del rapporto tra ‘tradizione’ appunto e ‘contemporaneità’. “La scelta – dice Iodice - si è subito orientata verso il corpo dell’opera di Viviani che, più che mai in questo momento, sembra offrire la visione più chiara e più lucidamente critica della nostra città, della sua realtà, di quello che essa rappresenta e di quel popolo insieme ‘tipico’, tribale e ‘mondiale’ che la abita”. Insomma, questi “Zingari”, che parlano una lingua antica, sono radicati nel loro passato e sono schiavi delle dinamiche che governano i loro gruppi chiusi, non sono altro che dei napoletani di oggi. Zingari di Raffaele Viviani regia Davide Iodice con Nino D’Angelo, Angela Pagano, Nando Neri, Luigi Biondi, Alessandra D’Elia, Salvatore Misticone, Daniele Mutino, Agostino Oliviero, Alfonso Paola, Alfonso Postiglione, Michele Roscica, Nunzia Schiano, Guido Sodo, Aida Talliente, Valentina Vacca, Imma Villa scene Tiziano Fario costumi Enzo Pirozzi luci Maurizio Viani Tournée Bologna, Arena del Sole, 8 >12 novembre Bari, Teatro Piccinni, 15 > 19 novembre Roma, Teatro Eliseo, 21 novembre > 10 dicembre Ancona, Teatro delle Muse, 12 > 16 dicembre Catania, Teatro Ambasciatori, 9 > 12 gennaio 2007 Modena, Teatro Storchi, 25 > 28 gennaio Perugia, Teatro Morlacchi, 30 > 4 febbraio Correggio (RE), Teatro Asioli, 6 >7 febbraio Ferrara, Teatro Comunale, 9 > 11 febbraio
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