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"ZUGGERIMENTI POETICI" DI MARCO ZUINLe immagini per la poesia nei cortometraggi di Videozumadi Marianna Sassano Marco Zuin, video maker e anima di Videozuma, è autore di un progetto tutto veneto di cortometraggi intitolati “Zuggerimenti poetici”, nati dalla collaborazione con l’animo artistico di Vasco Mirandola, poeta e attore. Una serie di sei brevi film per “visualizzare la poesia”, libere interpretazioni di altrettanti testi tratti dal libro appena uscito per Cleup “Carpe Diem Trote Gnam” di Mirandola, con la collaborazione alle musiche della Piccola Bottega Baltazar. I video sono visualizzabili qui: http://videozuma.wordpress.com/zuggerimenti/.
Ne chiacchieriamo con Marco.
Partiamo dall’inizio, dall’autore: Marco Zuin. Chi è Marco nel momento in cui prende una videocamera in mano? Cosa ne scaturisce? Marco Zuin è un videomaker, un eclettico sognatore. Ama avere del tempo per pensare e per realizzare le sue idee, mai troppe. Sto davvero parlando in terza persona? Un po’ mi faccio spavento... comunque Il video è uno dei tanti mezzi espressivi con cui poter comunicare ed è quello che meglio mi si adatta. Cerco di seguire un mio percorso creativo e artistico. E di andare a caccia di uno stile che mi rappresenti e in cui identificarmi e che riesca ad emozionare chi vede i miei lavori. Videozuma ha creato un progetto particolare, gli Zuggerimenti. Come nascono? Come li hai sviluppati finora? L’idea degli Zuggerimenti risale a diversi anni fa. Credo che la prima serie che ho fatto risalga al 2007 in occasione di una notte bianca in via Dante a Padova. Inizialmente volevo sviluppare un format molto leggero: dei video di un minuto, con poche inquadrature e un messaggio alla fine. Poteva essere una frase, un proverbio, qualcosa da suggerire a chi stava guardando. La descrizione che avevo scritto era questa "Un flusso di frammenti video invita lo spettatore e fermarsi e a prendersi del tempo, oggi insolita e privilegiata abitudine. Poche inquadrature e un messaggio diventano zuggerimento, tappa di un itinerario per immagini in divenire, sospeso tra sogno e realtà". E ora sei approdato agli “Zuggerimenti poetici”, in collaborazione con Vasco Mirandola. Come si può visualizzare una poesia? Da quali stimoli sei partito per arrivare alle immagini? In modo molto naturale gli Zuggerimenti sono diventati Zuggerimenti poetici grazie all’incontro con Vasco Mirandola. Aveva visto alcuni Zuggerimenti e mi ha chiesto se non si potesse fare uno stesso percorso partendo da alcune poesie. Io ovviamente gli ho detto di sì e siamo partiti. Chairamente non tutta la poesia si presta ad essere visualizzata. Abbiamo cercato (o è la poesia che ha cercato noi...) delle opere che fossero brevi e che al loro interno contenessero già una storia, un sentimento che si potesse visualizzare con un brevissimo racconto in video. Sono le sensazioni date dalle singole poesie poi che hanno dato forma agli Zuggerimenti. Guardando alcuni degli Zuggerimenti poetici, si percepisce una forte attenzione alla fotografia, che mi pare concorra a una più generale ricerca della “genuinità” visiva, sottolineata dalla scelta delle location in ambienti naturali. L’attenzione alle location è per me sempre stata fondamentale. Non c’è una buona inquadratura senza un posto giusto, pulito, senza inutili sporcature. A volte siamo andati in cerca per un giorno intero del giusto posto (per il video “Un maglione rosso” ad esempio), a volte l’abbiamo trovato, altre ci siamo persi senza risultato. Il personaggio che fa da filo conduttore a tutti gli Zuggerimenti è un esploratore con tanto tempo a disposizione. Vaga in un paesaggio che sembra spesso naturale ma che nasconde sempre qualche costruzione umana, ad esempio tralicci o vecchie mura, o edifici disabitati. Questo aspetto ha un consapevole intento espressivo: a volte si dimentica dov’è il bello, viene abbandonato e bisogna riscoprirlo (un po’ come la poesia). Solo con una ricerca e un’attenzione complessiva si può riuscire a dare un’identità a tutto il percorso. È anche per questo che i sei Zuggerimenti (e quelli che verranno) rappresentano un corpo unico perché mantengono l’unità del personaggio (un esploratore trasandato un po’ clochard un po’ poeta) e l’ambientazione coerente. Anche le musiche di scena, firmate dalla Piccola Bottega Baltazar, inducono ad una percezione di essenzialità: da anni la PPB persegue una poetica del suono acustico, pulito, nudo. Com’è andata la collaborazione con loro? La collaborazione con Sergio Marchesini e Giorgio Gobbo della Bottega è stata fantastica. Hanno capito al volo di cosa gli zuggerimenti avevano bisogno e hanno creato una colonna sonora davvero riuscita e calzante. Il loro mood è sempre un po’ retrò e malinconico. Qui ha preso una direzione malincoMica riuscendo bene a dare lo spessore delle poesie anche attraverso la musica. È un piccolo miracolo... insomma si capisce che sono molto contento del risultato che trovo, ogni volta che li rivedo, emozionante. Infine, una riflessione. Nella presentazione degli Zuggerimenti poetici scrivete che “attraverso il linguaggio cinematografico, poesia e immagini si rafforzano, svelando nel quotidiano la meraviglia dell’invisibile”. Antoine de Saint-Exupéry scriveva “L’essenziale è invisibile agli occhi”. I Zuggerimenti poetici sembrano quasi, allora, una sfida all’impossibile: regalare agli occhi l’essenzialità. Le poesie che abbiamo scelto di "zuggerire" erano per noi delle rivelazioni. Delle rivelazioni del bello del quotidiano, della nostalgia di un ricordo, insomma di qualcosa che si è visto e sentito e ha preso forma nelle parole. Attraverso i corti abbiamo cercato di dare respiro alle poesie. Di fornire loro una piccola storia per preparare la poesia ed entrare nello stato d’animo per poterle apprezzare. Ovviamente gli Zuggerimenti sono così delle letture, delle interpretazioni. È un modo (non noioso) per presentare delle emozioni.
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