A Roma un Padre Ubu in murale per il Premio Franco Quadri 2017

Dalla fine di marzo, passando per il romano viale delle Terme di Caracalla, è possibile ammirare uno stilizzato Padre Ubu – il geniale personaggio inventato alla fine dell’Ottocento da Alfred Jarry e negli anni divenuto simbolo del teatro stesso –, che campeggia su una delle pareti del Collettivo Angelo Mai: l’opera murale è firmata da DEM, artista specializzato in questa forma espressiva, ed è la realizzazione concreta del Premio Franco Quadri, attribuito nel 2016 (ma inaugurato il 24 marzo 2017) dall’Associazione che si richiama al grande critico proprio all’Angelo Mai, come si legge in quest’estratto della motivazione: «Facendo leva su una rinnovata narrazione di lotta, nei suoi dodici anni di attività, fitti di incontri, collaborazioni, creazioni teatrali e musicali, di progetti fuori formato, Angelo Mai si è offerto alla città di Roma e al teatro italiano come una realtà capace di attivare un processo di riappropriazione dei luoghi alternativo alla privatizzazione e alle liberalizzazioni del mercato, costruendo un tessuto di relazioni che passano dai corpi e dallo scambio di pratiche e saperi, testimoniando nuove forme di abitazione, di produzione e gestione per il Teatro». L’inaugurazione del dipinto si è svolta il 24 marzo in una serata emozionante che dalle parole di Quadri, riportate in vita magnificamente da Fiorenza Menni si è passati alla riflessione comune sul teatro di Jean-Luc Lagarce prima di abbandonarsi alla musica dal vivo.

L’accostamento tra l’inventore della ‘patafisica’ e una delle figure centrali e fondamentali del teatro del secondo Novecento, non soltanto italiano – appunto Franco Quadri – è quasi ‘naturale’, basti pensare alla casa editrice fondata da questo lungimirante intellettuale milanese alla fine degli anni Settanta, che si chiama Ubulibri per sottolineare il legame ideale e spirituale con la poetica irriverente di Jarry. E a Père Ubu si richiama anche l’Associazione che, dopo la scomparsa di Franco Quadri, nel 2011, gestisce i Premi Ubu, un’altra delle fortunate idee del critico, cura il suo monumentale archivio e assegna il Premio FQ, considerato «un nuovo strumento d’intervento, di indicazione e di dialogo con la scena contemporanea», andando oltre le classificazioni e le tassonomie correnti: nelle precedenti edizioni vincitori sono stati Frie Leysen (2014) ed Heiner Goebbels (2015). Per informazioni sull’Associazione: www.ubuperfq.it.

Quanto all’artista realizzatore, DEM, la sua arte spazia dal wall-painting all’illustrazione, alla pittura su tela e non solo, creando mondi enigmatici e arcani, multiformi e ironici. DEM, come un moderno alchimista, crea personaggi bizzarri, creature surreali, abitanti di uno strato impercettibile della realtà umana. La sua opera si arricchisce di un linguaggio simbolico che invita a elaborare un proprio codice d’accesso per quel mondo enigmatico e arcano (ed ecco dunque spiegata l’immediata vicinanza con il personaggio di Jarry). L’avvicinamento a tematiche antropologiche e legate alla natura stimola l’artista a una costante sperimentazione, giunta negli ultimi anni alla produzione di un film e alla creazione d’installazioni composte esclusivamente da materiali naturali. Oltre alla produzione nelle fabbriche abbandonate e nei boschi, scelti come sfondo ideale per i suoi lavori, DEM vanta varie pubblicazioni ed esperienze espositive.