La quindicesima edizione di Art Basel Miami Beach si è conclusa, nonostante i timori della vigilia legati alla crisi contingente che ha toccato negli ultimi mesi il mercato dell’arte contemporanea e al virus Zika che ha allontanato i turisti da Miami, con un ottimo successo da parte di pubblico (assestato sui 77000 visitatori come nella passata edizione) e di compravendite.

In attesa dei dati definitivi, la mostra, che vede come sponsor principale UBS, è stata caratterizzata dalla presenza di 269 gallerie di livello mondiale provenienti da 29 Paesi, che hanno presentato opere eccezionali, che vanno da capolavori di arte moderna (Picasso e Botero) al contemporaneo, con dipinti, film, sculture e installazioni di artisti affermati ed emergenti.

In un panorama socio-politico ed economico oggettivamente difficile, questa edizione ha dimostrato come le opere di altissima qualità continuino a guidare la domanda e la presenza dei grossi collezionisti internazionali. Diverse gallerie hanno scelto inoltre di presentare opere potenti e dal carattere emotivo che affrontano tematiche politiche e sociali, che i collezionisti hanno saputo apprezzare con grande interesse.

Sono infatti molte le gallerie che hanno preso una posizione netta e definita, come per esempio Blum & Poe che ha esposto in posizione preminente nei suoi spazi un grande cartello illuminato dell’artista Sam Durant con la scritta “End White Supremacy”. Sarvia Jasso, direttore associato di Blum & Poe ha così commentato la scelta della galleria: “E’ stato molto importante utilizzare gli spazi nella fiera come una piattaforma per esprimere quello che molti dei nostri colleghi, clienti ed artisti sentono in questo determinato momento storico. Anche prima delle elezioni avevamo in mente un’idea di uno stand che riflettesse la situazione attuale”.

Art Basel Miami Beach si conferma così come la più importante fiera di arte contemporanea americana che, per ragioni anche geografiche e logistiche, riesce a catalizzare moltissimi compratori sudamericani che hanno spesso una seconda residenza proprio a Miami.
Il prossimo anno sono inoltre attese due grosse novità che dovrebbero permettere alla fiera di compiere un’ulteriore salto di qualità: la prima riguarda gli spazi del Miami Beach Convention Center. Nel 2017 i lavori di ristrutturazione ed ampliamento dovrebbero giungere a termine e permettere quindi di avere una nuova struttura moderna e competitiva. La seconda, non direttamente legata ad Art Basel, ma comunque molto importante per la manifestazione stessa, riguarda la riapertura del Bass Museum of Art, anch’esso in fase di rinnovamento.