Atelier Venezia – Fondazione Bevilacqua La Masa

Gli studi della Bevilacqua La Masa, 1901 - 1965

La Fondazione Bevilacqua La Masa, una tra le istituzioni culturali più attive del Novecento veneziano, celebra gli artisti che ha ospitato nell’arco di una sessantina d’anni. La mostra “Atelier Venezia”, allestita nella Galleria di Piazza San Marco e curata da Stefano Cecchetto, parte dalle origini – da quel primo studio posto all’ultimo piano di Ca’ Pesaro e affittato al giovane Guido Balsamo Stella nel 1901 per 10 lire – e prosegue fino ai travagliati anni Sessanta, quando ormai gli atelier per gli artisti erano stati spostati a Palazzo Carminati, in zona San Stae. Sono molti i pittori che hanno ottenuto un atelier grazie al lascito di Felicita Bevilacqua La Masa, la duchessa nel suo testamento chiedeva al Comune di Venezia di adibire l’edificio in cui aveva vissuto – Palazzo Pesaro – a specifici usi: l’ultimo piano a studi per giovani pittori poveri, mentre il primo piano nobile e gli ammezzati a esposizione permanente d’arti e industrie veneziane.

L’importanza di questa istituzione per la comunità di artisti, soprattutto veneti, è documentata nella corrispondenza tra i giovani pittori e il Comune di Venezia. Gli artisti che hanno chiesto e ottenuto una stanza a Ca’ Pesaro hanno temperamenti diversi, come dimostrano le loro stesse opere, ma sono pronti a unirsi nella battaglia per mantenere i loro spazi di lavoro, scrivendo al Comune – erede del palazzo sul Canal Grande – per chiedere migliorie che a noi possono sembrare scontate, come l’installazione della luce elettrica per poter lavorare fino a tarda notte o l’abbassamento dei prezzi dell’affitto per quelle stanze all’ultimo piano di Ca’ Pesaro, dove originariamente si trovavano i primi dodici studi. La condivisione degli spazi contribuisce a creare un clima di contaminazioni, a Palazzo Pesaro – e dal 1925 a Palazzo Carminati – si sviluppa un dialogo non solo tra artisti, ma anche tra i frequentatori degli atelier. Ammirando le tele esposte in mostra si può quindi seguire il percorso degli artisti dell’area veneta che, proprio grazie a questo clima di scambio, assorbono e riflettono quanto accade a livello internazionale.

Si nota così l’avvicendarsi di diverse generazioni, a poco a poco infatti le differenti declinazioni del figurativo di Gian Luciano Sormani, Gino Rossi, Juti Ravenna, Oscar Sogaro e Eugenio Da Venezia lasciano spazio all’astrazione di Vedova, Ennio Finzi e Saverio Rampin. Nel frattempo la fusione tra la tradizione veneta e l’arte moderna, visibile nelle tele di Vinicio Vianello e Cesco Magnolato, precede le nuove tendenze espressive che emergono prepotentemente nelle opere di Vincenzo Eulisse, Tancredi, Raoul Schultz e Davide Orler. Ciò che resta immutato alla fine del percorso è Venezia, la città lagunare è un soggetto ripetuto decine di volte, ma mai noioso perché colto sempre in modo differente.

La mostra “Atelier Venezia” è semplice e appassionante, nella Galleria di Piazza San Marco il visitatore ha la possibilità di godere di opere notevoli e allo stesso tempo di riscoprire alcuni talenti purtroppo dimenticati. Ma soprattutto osservando queste opere si può apprezzare la lungimiranza di Felicita Bevilacqua La Masa, una mecenate che ha permesso a tante generazioni di artisti di trovare un luogo dove coltivare le proprie idee.

 

Atelier Venezia
Gli studi d’artista della Bevilacqua La Masa
1901 – 1965

dal 3 marzo al 29 aprile 2018                                                                               Galleria di Piazza San Marco
Orario: dal mercoledì alla domenica dalle 10.30 alle 17.30
Biglietti: ingresso 5 euro, ridotto 3 euro