Attenti a quel nome: Michael Pearce. Con il suo primo lungometraggio, in concorso al 35 Torino Film Festival, il giovane regista inglese di Jersey da prova di grande capacità.

Ambientato nella sua isola natale, il drammatico thriller psicologico di Pearce ci immerge visivamente e emotivamente nell’ambiente chiuso e conservatore nel quale vive Moll (Jessie Buckley), una giovane donna succube della madre e di una famiglia perbenista e complicata. Spinta da un desiderio di ribellione troppo a lungo represso, Moll si concede al rude e manesco Pascal (Johnny Flynn), un coetaneo dal passato già turbolento e dal presente inquietante.

Infatti Pascal è tra i maggiori indiziati di fatti che terrorizzano la piccola isola, apparentemente tranquilla: negli ultimi tempi già quattro ragazzine sono state rapite, stuprate e uccise e l’autore di tali efferati delitti è ancora ignoto. Interrogata da un ispettore da sempre invaghito di lei, Moll, mentendo, offre a Pascal un alibi. Ma il peso della menzogna e il ricordo opprimente di suoi precedenti atti violenti contro una compagna di classe che la bullizzava, aprono nella mente di Moll la voragine del dubbio contro Pascal, che invece aveva creduto di trovare in lei finalmente l’amore.

Immagini sbieche, colori lividi, suoni inquietanti che sottintendono l’angoscia anche in contrasto con immagini apparentemente serene fanno crescere la tensione senza sosta. Un film apprezzato dagli appassionati del genere thriller, ma anche uno sguardo attento dal punto di vista della psicologia dei personaggi, perfettamente costruiti nelle loro psicosi, inquietudini e devianze e altrettanto validamente interpretati dai protagonisti.