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"benché non sia mia professione"Michelangelo e il disegno di architettura in mostra a Vicenzadi Chiara Gallina Una mostra dedicata a quelli che sono forse fra i più bei disegni di architettura di ogni tempo, tracciati da un autore di eccellenza, Michelangelo, che attraverso di essi ci racconta le proprie strategie di progettazione. L’esposizione, ospitata a Vicenza, nelle sale di Palazzo Barbaran da Porto, fino al 10 dicembre 2006, verrà successivamente riproposta a Firenze nello spazio espositivo di Casa Buonarroti.
"Benché non sia mia professione": nonostante questa dichiarazione, in architettura Michelangelo è stato grande, grandissimo, interprete. Il Vasari racconta che il maestro, prima di morire (1564), bruciò "gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto". Fulcro dell’esposizione di Palazzo Barbaran da Porto è il disegno di un arco trionfale, probabilmente l’ultimo studio di architettura di Michelangelo: rimasto in una collezione privata, nel 2002 è stato riportato in Italia e acquisito alle collezioni grafiche del Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio". Il disegno, rapido e vigoroso, a mano libera rappresenta lo studio per un arco di trionfo, da collegarsi probabilmente agli addobbi realizzati a Roma e a Firenze per l’ingresso del papa Leone X nel secondo decennio del Cinquecento. Con il foglio vicentino, la mostra presenta altri trenta disegni di architettura, opere che raccontano il processo creativo del maestro dalla genesi dell’idea alla realizzazione di schizzi e appunti nelle forme in pietra, compresi i progetti che hanno portato alla recente attribuzione del palazzo Galli Tassi di Firenze. Pur estremamente raffinata e rigorosa nella sua ideazione e articolazione, questa mostra si apre anche a un pubblico non specialistico, innanzitutto in virtù della bellezza delle opere esposte, ma anche grazie a video di presentazione delle tecniche di disegno e dei modelli di ricostruzione. L’esposizione renderà ragione delle tipologie e delle finalità dei diversi disegni, dal vero e proprio modello per la facciata di San Lorenzo, al famoso disegno per Porta Pia, agli straordinari studi di fortificazioni. Da una mostra come questa emerge una dimensione nuova dell’artista. "Nelle sue architetture - afferma Howard Burns che, con Caroline Elam e Guido Beltramini, ha curato la mostra - Michelangelo scrive poesia. In senso letterale perché non è raro trovare versi appuntati dal Maestro accanto agli schizzi di architettura, quasi ad esprimere di getto l’emozione sorta dall’aver ’inventato’ forme armoniche, poetiche appunto. Ma anche perché si serve, nelle sue architetture non di figure scolpite, ma di capitelli e basamenti, luce e ombra, che evocano i grandi temi poetici della Vita e della Morte, dell’Amore, del Tempo e della Fama". La mostra è stata resa possibile anche grazie alla condivisione del progetto con la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, che ha concesso in prestito ben quattordici fogli autografi dell’Artista, mentre le altre opere provengono da altre raccolte italiane e britanniche. "benché non sia mia professione" Michelangelo e il disegno di architettura Vicenza, Museo Palladio in palazzo Barbaran da Porto, dal 17 settembre al 10 dicembre 2006 La mostra sarà successivamente riproposta a Firenze, in Casa Buonarroti, dal 15 dicembre 2006 al 19 marzo 2007 Per informazioni: web site CISA: www.cisapalladio.org Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel.049.663499; fax 049 655098 info@studioesseci.net;
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