Architettura: Baratta presenta “Freespace”

VENEZIA – Il Presidente della Biennale Paolo Baratta ha presentato la sedicesima Mostra Internazionale di Architettura (26 maggio 2018 -25 novembre 2018) sigillandone il nome di battesimo: Freespace ovvero “spazio libero” in cui le ispirazioni del privato e del sociale abbiano la possibilità di arricchirlo in copiosità e ricchezza ispirativa.

L’esposizione si estenderà non solo ai Giardini e all’Arsenale, ma si prolungherà a tutta la città con padiglioni e mostre esterne.

Le due curatrici della Mostra, le architette irlandesi Yvonne Farrel e Shelley Mc Namara vogliono creare una esposizione che si focalizzi “sulle capacità dell’architettura di offrire in dono spazi liberi e supplementari a coloro che ne fanno uso”. Un uso però allertato sulla delicatezza di entrare nella spazialità con tatto rispettoso, responsabile e quasi sacro. Nella loro visione la terra è un “cliente” fragile che, modellandolo con sapienza , ci offre e offrirà modelli d’eccezione.

Sottolineano che l’architettura è “il gioco di luce,sole, ombra,luna, aria ,vento, forza di gravità con modalità che rivelano i misteri del mondo e tutte queste risorse sono gratuite”.

Lo stesso Presidente Paolo Baratta interpreta il loro pensiero estetico e antropologico, e quindi sociale, definendo l’architettura “la più politica delle discipline della Biennale per i suoi riflessi sulla vita di tutti”, librando la sua esigenza di spazi, ornamenti, comodità esistenziali per una vita di umana fruibilità. Accanto alle due curatrici saranno presenti con i loro progetti, architetti famosi come Alvaro Siza, Kazuyo Sejima, David Chipperfield, Rafael Moneo,Cino Zucchi ,Francesca Torzo, Maria Giuseppina Grasso Canizzo ecc.

La Mostra sarà organizzata in due sezioni speciali. La prima, Close Encounter, incontri ravvicinati, (con sedici partecipanti) spazierà su progetti del passato. La seconda The Practice of Teaching, la pratica dell’insegnamento, con 13 partecipanti raccogliendo progetti sviluppati nell’ambito della pedagogia architettonica.

La Mostra ci serberà una sorpresa: il Padiglione del Vaticano, allestito sull’isola di San Giorgio. Le aree verdi infatti della Fondazione Cini (esse stesse gioielli di fattezze architettoniche) ospiteranno dieci cappelle secondo l’estro artistico del curatore Francesco Dal Co che, invitando dieci architetti da tutto il mondo, dovranno realizzare una cappella, un luogo di preghiera secondo le usanze e le esigenze religiose-mistiche dei loro Paesi di provenienza.

Una Mostra di raffinata progettualità e ricca ampie vedute artistiche e sociali.