VENEZIA – Christine Macel è la curatrice della 57. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (13 maggio 2017 – 26 novembre 2017).

Nata a Parigi nel 1969, autrice di noti e numerosi saggi, libri, cataloghi sul tema dell’arte contemporanea e del concetto di tempo nell’opera d’arte. Per il Centre Pompidou ha curato e co-cocurato numerose mostre collettive a livello internazionale.

Il 6 febbraio 2017, nell’aula magna di Ca’ Giustinian gremita di inviati della stampa mondiale, ha illustrato il suo concetto dell’arte e del suo proporsi all’attenzione di ogni fruitore. Ha convenuto quanto aveva appena espresso il Presidente Baratta sul tema della Mostra come momento di ricerca e luogo dove si esalta l’incontro e il dialogo tra gli stessi artisti e i visitatori.

Christine Macel

Dal LOGOS dell’Esposizione – VIVA ARTE VIVA – la Marcel estrae l’innovazione di un nuovo umanesimo come un inno alla vita in un momento di disordine globale. E’ L’arte che si impone come luogo di purificazione dell’uomo che riflette e si esalta in pienezza di libertà espressive individuali e collettive. Arte come baluardo, giardino da coltivare al di là delle mode e degli interessi specifici, rappresentando anche un’alternativa all’individualismo e all’indifferenza.

Un Umanesimo continuamente rivisto e purificato dall’introspezione continua degli stessi artisti che pongono quotidianamente l’interrogativo dei perché esistenziali riguardanti loro medesimi come inseriti in una società da scrutare e rinnovare in una disamina quasi d’asceti. Per tale prospettive la curatrice suddivide la Mostra non in Padiglioni Nazionali in quanto ogni universo vede coinvolti artisti di ogni generazione e provenienza in un miscuglio che ignora l’etichetta che può precipitare in un sottile sospetto razziale.

Quindi si accinge a offrire un percorso espositivo coniugato alle opere degli artisti, piuttosto che un tema conduttore unico, in un contesto teso a favorirne l’accesso e la comprensione dei significati, generando incontri, risonanze e riflessioni.

viva arte vivaIl percorso si sviluppa intorno a nove capitoli o famiglie di artisti, con due primi universi nel Padiglione Centrale e sette altri universi che si snodano dall’Arsenale fino al Giardino delle Vergini. Ogni capitolo costituisce di per sé un Padiglione o un Trans-padiglione, in senso transnazionale.

L’arte e gli artisti vengono quindi collocati al centro della Mostra che inizia da un’indagine sulle loro pratiche e il modo di fare arte, riesumando l’otium romano, che non è pigrizia, ma operosità e ispirazione.

Ogni artista offre gli scritti in cui esprimono l’articolazione del loro processo, ispirato in modo da costituire la “bibliografia” della mostra. Per la cronaca sono stati invitati 120 artisti, di cui 103 sono presenti per la prima volta, altri artisti sono vere e proprie riscoperte.

Una mostra dunque da assaporare in piena fiducia di rinnovate espressioni artistiche.

Foto courtesy la Biennale di Venezia.

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